I componimenti della Mano di Trym
Versione: 1.17.6
Visibilità: pubblico dominio
Centuries are crying (my convolution box) 4
To rise is to fall, to live is to die 5
zankoku na tenshi no thesis 10
Parole, pensieri, emozioni... in lontananza 69
kugutsuuta aratayo ni kamutsudo hite 69
kugutsuuta kagirohi wa yomi ni mata muto 70
Away from Damascus - part I 71
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I testi presenti in questo documento sono stati emendati, formattati e riorganizzati dal curatore, Federico Matta; l'opera originale è stata rispettata il più possibile.
I diversi testi sono stati inseriti nello stesso documento poiché sono frutto di una comunione di spiriti, i quali hanno condiviso progetti, esperienze di vita ed idee, influenzandosi mutualmente.
I titoli delle sezioni sono stati aggiunti dal curatore Federico Matta, così come la maggior parte di quelli delle sottosezioni (nei casi mancanti).
I diritti di ciascuno scritto appartengono all'autore dello stesso.
(Composto da Federico Matta - 2010)
Si tecum mihi, care Martialis,
securis liceat frui diebus,
si disponere tempus otiosum
et verae pariter vacare vitae:
nec nos atria, nec domus potentum,
nec litis tetricas forumque triste
nossemus nec imagines superbas;
sed gestatio, fabulae, libelli,
campus, porticus, umbra, Virgo, thermae,
haec essent loca semper, hi labores.
Nunc vivit neuter sibi, bonosque
soles effugere atque abire sentit,
qui nobis pereunt et imputantur.
Quisquam vivere cum sciat, moratur?
(Martialis - liber V - XX)
Traduzione
Se con te, o caro Marziale, mi fosse possibile
godere le mie giornate senza preoccupazioni,
se mi fosse possibile disporre di tempo libero
e stare senza impegni in compagnia della vera vita,
noi non visiteremmo né gli atri né i palazzi dei potenti,
né le austere sedi della discordia e nemmeno lo spiacevole foro,
neppure infine le sculture di illustri antenati;
ma i viali, le chiacchiere, le biblioteche,
il Campo Marzio, i portici, le ombre, l'Acqua Vergine, le terme:
questi sempre sarebbero i luoghi che frequenteremmo, queste le attività.
Ora invece nessuno dei due vive per sé, e sentiamo
che fuggono e si allontanano i nostri felici giorni di sole,
i quali sono perduti per noi e ci vengono messi in conto.
Qualcuno forse, pur sapendo come godersi la vita, esiterebbe?
(Tradotto da Federico Matta - 1996)
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Guarda quella striscia nel cielo,
gesso sospeso, polvere che si dissolve;
guarda la via della felicità,
linea evanescente, immagine lontana.
(Composto da Federico Matta - 1997)
The strip
Look at that strip in the sky,
suspended chalk, dissolving powder;
look at the way of happiness,
evanescent line, far image.
(Translated by Federico Matta - 2001)
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Centuries are crying (my convolution box)
-Invocation-
Beloved vale I said
Wait for me I'll return
My quest is not at end
Some grail of mine needs
To be discovered
-Excursus-
Was Siegfried in Achilles' army?
Can you feel the final lament of Ildebrand
Over the slain body of Adobrand
Here in Attila's court
You can hear Theodoric's expostulations
But where's Leifr to lead us
To new shores?
Outcast from Avalon
Screaming for revenge
Proudly bearing Arthur's banners
Betrayed by dreadful Mordred.
Bright swords blessed in the name of France
Brought ruin to Islam
Your sacrifice chisels
Lines of pain in me, Roland
I still see the tears
Of our sacred king Charles.
-Today-
What a mess, what emptiness
Forced to swim down here
In the corruption
Strain to catch a star
Hey, it wasn't just fancy
How painful is salvation
As we cast away God from the world!
(Composed by "Re" - 2000)
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To rise is to fall, to live is to die
Rage impelling
Find a way out
Scream in silent words
Impotence is immanence
Not the key for transcendence
Hark, listen
Reflection of a dejection
Demise, deceased in decay
Deep underground it awaits
Who am I, what am I, where am I
The voice I hear
Is it reason, is it unconsciousness
Maybe the words of that holy man?
In comparison with him
I feel so hollow
Please show me the way!
Portrait of Apathy
We can if we try leave this hell we share
Ascent from the lake of fire
And harvest Existence
(Composed by "Re" - 2000)
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Strain to equilibrium in this darkened day
Where are you oh holy Dionysus?
Now only phantoms of hatred we see
And the cry that goes up is always the same:
«Vengeance upon the murderers!»
But the gentle breeze is just a dream from the past
The wasteland is impending over us
And no martyr will fill the chalice of mercy
For the pathetic beings who dwell on earth
We went forth to the world but we could not win
And what is left is jealousy, hate and scorn!
The blind speaks: «Seek consolation in recollection»
I found ruins of grandeur and sank in the waters of my cenotaph
Then another voice: «Erase your past my child»
Blood tears from my eyes, one thought
We had the key to open heaven's door
Why we threw it away?
Leave me now, waves of rage are coming
Descending from me and bringing the story to an end
You betrayers, come and see, treachery in the name of immanence
Come under this pleasant shade of grey
And I will show you fear in a handful of dust
Deconstruction is the foundation of our world
Caught in the sensual music of humanity all neglect
Monuments of unageing intellect
My comrades, it is time
To sail the seas of imagination
And come to our holy city of Byzantium
And find out for the second time
Platonic tolerance and doric discipline
Like Odysseus I shall return
Through spiteful Neptune over dark seas
And Invidia, Corruptio, all the worshippers of the flesh
Will not prevail over me!
(Composed by "Re" - 2000)
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Giunti ad un crocevia
Il destino ci appartiene
Sarà vero?
Risorgi, spera, agisci
Sanguina ora, epurati dall'Apatia in te
Nel gioco sottile del divenire
Le falsità del Mondo sono trappole
Per chi non ha occhi per vedere
Piangi, soffri, grida
Che la tua voce
Giunga ai dormienti
Non v'è ragione per l'educazione
Altra prigionia impostaci dalla Grigia Padrona.
L'occhio arrogante è serrato
Il calore non ci potrà ferire
I nostri corpi sono martoriati
Ma lo stendardo garrisce al vento
Madonna, volgete lo sguardo sui vostri figli!
Il Tempo uccise
Il Tempo si ferma
Il Tempo saremo noi...
... Ma sono solo
ospite e creatore
della mia torre d'avorio
Circondato dagli spettri
Di amori passati e futuri
Ossessionato dalla mia carne
Supplice in attesa di qualche verbo...
... Una finestra sul mondo
Le immagini scorrono veloci
Occasioni perse, anni trascorsi
in attesa...
... La mia morte
Vita, l'avrò poi vissuta
Vorrei divenire
But the shadow of a misplaced childhood
Hangs over me...
Sensibilità, in sua presenza ciò che vedo cambia forma, attorno a me il vuoto, dentro di me si è rifugiata l'essenza. Egoismo per alcuni, consapevolezza e tragica realtà per altri: doloroso divenire. Ah, pacifica stasi di un'adolescenza non vissuta, ti agogno.
(Composto dal "Re" - 2000)
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På balkongen skuer hun og lengter
-Isøders Dronning
Alene og gråtende bærer hun sorgen
-Isøders Dronning
I landet hvor dag er natt og natt er dag
Ruver et slott med vegger av is
Dekket av rimfrost
Utenfor disse vegger eksisterer intet liv
... Minner om varme frosset
Fast i snøkrystaller
I landet hvor vinden gråter
Bor tragediens barn
Født av frost og kulde, kledd i sorgen
Fra hennes øyne renner tårer
Som formes til perler
... Minner om glede frosset i perler av is
Kvinnen i isslottet bærer forbannelsen
Der hvor hun vil dø
-Isøders Dronning
En ensom ravn flyr forbi
Den søker videre mot varmen
På vinger er den fri...
Kvinnen i isslottet bærer forbannelsen
Der vil hun dø, men vil noen huske?
(Musica e testi composti da Ivar Bjørnson)
La regina dei ghiacci desolati
Dal pinnacolo lei scruta ed attende
- O regina dei ghiacci desolati
Solinga e gemente, sopporta l'afflizione
- O regina dei ghiacci desolati
Nella landa ove giorno è notte e notte è giorno
Si erge un castello con muri di ghiaccio
Ricoperti di bianca rugiada compatta
All'esterno di quelle mura non si trova alcuna vita
... memorie di fervore gelate in cristalli di neve
Nella landa ove il vento ulula,
Sopravvive il seme della tragedia
Una stella di gelo e ardore, avvolta nella neve
Patisce ciò che lascia le stille fluire dai suoi sguardi
... memorie di gioia in perle di ghiaccio
La signora della fortezza di ghiaccio soggiace alla maledizione
La, ove lei tramonterà
- O regina dei ghiacci desolati
Un solitario corvo volteggia
Si volge più lontano verso il tepore
Libero sulle sue ali...
La signora della fortezza di ghiaccio soggiace alla maledizione
La, ove lei tramonterà; chissà se qualcuno serberà il ricordo?
(Tradotto da Federico Matta - 2000)
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I. Esistenza
gaiezza di un fuoco in una notte stellata,
strazio d'inquietudine nella canicola soffocante,
pienezza di un bagliore in un'aurora boreale,
vacuità di un silenzio immerso nella bruma.
Sacro Cronista degli episodi passati e futuri,
testimone di coscienza e di sapienza,
perché mai siamo degli sventurati parassiti,
ed altresì altissimi numi tra i senza dei?
II. Amore
ardore di un crepuscolo nella piana di selci,
impeto di un'onda oltre la costa e lo zodiaco,
perdizione di un miraggio nella squassante bufera,
tormento penetrante di una gora di rovi.
Oscuro Sanfedista del perenne logorare,
autocrate dell'ineluttabile e del divenire,
perché non ti curi della gratitudine beata,
bensì dispensi una struggente malinconia?
(Composto da Federico Matta - 2001)
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Quando la guardo scioglie i miei sensi
Ma quando la penso vedo in lei purezza.
Dov'è la verità, creatura ambigua?
(Composto dal "Re" - 2001)
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Per celebrare la fine
Di un'idea, di un dionisiaco equilibrio
La desolazione sarà funerea e sconfinata
Catene di circostanze ci legano
E ci trascinano nel fiume
Bollente e gelido del tempo
Sbiadiscono le ambizioni
Sbiadisce la speranza
Sbiadisce la vita...
Vi è ripetizione nell'immaginario
Ma se ci è dato ripetere
Non ci è dato nuovamente gioire
Gioia effimera ed evanescente la nostra
Gran girandola di vanità (come disse il profeta)
Ma miele in questa valle di lacrime
Che diritto ho di vestirmi a lutto
Mentre nuove tombe altrove si aprono?
Eppur mi sembra di sentire nelle carni le ferite del mondo
Il mio giardino dorato appassisce
La mia immaginazione è ferita
Le canto un solitario requiem notturno
Non riesco a ridere
Le fontane del sogno
Si sono inaridite miserevolmente
Voglio vomitare la tristezza che mi divora
Lasciate che prenda forma
Il sacro che ogni uomo cerca.
(Composto dal "Re" - 2001)
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solo il primordiale istinto,
che dirige un gesto convulso.
Tace l'aere,
mutando la profondità
di lucente prospettiva
in abissale assenza.
I sensi volgono a favore
della disamina impetuosa
di un appiglio inamovibile.
Ma non vi è percezione nella dannazione
in cui la mia forma giace,
non una voce,
non un bagliore a dirigere i miei passi.
Le spire dell'essenza,
danzando immobili,
avvolgono la mia figura di inconsistenza.
E l'anima oppressa percuote la sua prigione
ansiosa di evadere dall'obnubilante angoscia.
(Composto da Fulvio Pascotto - 2001)
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Zankoku na tenshi no thesis
Zankoku na tenshi no youni
Shounen yo shinwa ni nare
Aoi kaze ga ima
Mune no door wo tataitemo
Watashidake wo Tada Mitsumete
Hohoenderu Anata
Sotto fureru mono
Motomeru koto ni muchu de
Unmel sae mada shiranai
Itaikena hitomi
Dakedo itsuka kitzuku deshou
Sono senaka niwa
Haruka mirai mezasu tameno
Hanega arukoto
Zankoku na tenshi no thesis
Madobe kara yagate tobitatsu
Hotobashiru atsui Pathos de
Omoide wo uragiru nara
Kono sora wo daite kagayaku
Shounen yo shinwa ni nare
(shinseiki no evangelion - H. Anno & H. Yamaguchi)
La tesi degli angeli crudeli
Come un angelo, che non possiede il sentimento della carità
Innalzati, o innocente fanciullo, verso l'empireo, come una leggenda
Venti gelidi, turchini come l'oceano,
Lacrime schiudono l'accesso al tuo cuore;
Sembri non riconoscermi, proprio mentre mi fissi,
Assiso lì sorridendo serenamente,
Disperato, per qualcosa da ghermire...
Un istante di leggiadria, come quello del sogno,
I tuoi sguardi ingenui non hanno ancora idea...
Del sentiero che seguirà il tuo destino
Ma un giorno diverrai consapevole di...
Tutto ciò che è avvenuto dietro di te,
Le tue ali sono per cogliere un ignoto
Futuro che soltanto tu puoi cercare
La tesi degli angeli crudeli si addentra attraverso la breccia del tuo animo,
Se dovrai abiurare l'essenza delle tue memorie,
La tesi degli angeli crudeli gronda sangue oltre un portale come il tuo cuore pulsante
Perciò, fanciullo, resta alto ed afferra la fiamma della leggenda
Abbracciando l'universo come una stella ardente
(Tradotto da Federico Matta - 2001)
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Tempo,
Impassibile carnefice dallo spietato scorrere,
Come miseri ciottoli affoghiamo nelle tue gore;
Ingannevole parvenza di sicurezza nel carosello dei senza dei,
Unicamente all'interno dell'anima possiamo racchiudere il Khaos;
Clessidra nefanda dalla sabbia venefica,
Atta a prosciugare innumerevoli respiri del nostro spirito vitale;
Perfida Legge che confina l'esistenza in attimi, anni ed ere,
Urtare l'eternità e non poter oltrepassare il misero limite dell'esistenza.
(Composto da Federico Matta - 2002)
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!Guardi dentro
e vedi solo caos!
E fuori
tutto si tinge
di sconnesso disordine mentale.
Amorevolmente distaccato dall'alveare umano.
(Composto dal "Re" - 2002)
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Ira, oh traboccante gioia
Riempi il mio Calice con vita brillante
Non sia mia guida l'esitazione
Non mi sia mia compagna la sofferenza
Mio in violenza il frutto della vita
Mio in furore il frutto della conoscenza.
In perpetuo dialogo con le stelle
Non più fra quattro mura, ma proiettato all'eterno
Ascendo in un oceano di passione
Ove risuona la sinfonia della vittoria
Si levi un canto trionfante su ogni Potere
Non in odio io disintegro, ma in euforica estasi.
Per chi non sa amare io canto
Per chi non sa odiare io grido
Scendi su di noi Ragnarok
Lava via le menzogne di Legge e Caos, Bene e Male
Dissolvimi nelle spire della distruzione
Cullami sulle ali della rigenerazione.
Infuocata Gehenna, lucenti sfere celesti
In frantumi sotto i colpi della Spada Nera
Anti-genesi, nuovo inizio
La risata di chi era pedina
Riempie le dimore dei re e delle regine.
(Composto dal "Re" - 2002)
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Per chi non sa amare io canto
Per chi non sa odiare io grido
Scendi su di noi Ragnarok
Lava via le menzogne di Legge e Caos, Bene e Male
Dissolvimi nelle spire della distruzione
Cullami sulle ali della rigenerazione.
Infuocata Gehenna, lucenti sfere celesti
In frantumi sotto i colpi della Spada Nera
Anti-genesi, nuovo inizio
La risata di chi era pedina
Riempie le dimore dei re e delle regine.
(Composto dal "Re" - 2002)
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Lucore
Inonda
Respiro
Dona immagini
Alla finestra cesellata
Della visione oscurata
E' sempre ferito il sacerdote
Sono vicini a lui i paladini
Dona rinascita, nume
Furor divino per il tuo fedele
Al vuoto una preghiera.
(Composto dal "Re" - 2002)
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Per mantenermi intatto
Ho lasciato scorrere i precetti
Sulla mia pelle
Ho visto ed ascoltato
Non ho mai difeso nessuno
Tranne me stesso
Nel profondo non ho mai accettato nulla
Ho sempre negato
Abbandonandomi ad un desiderio di superiorità
Lodando il mio io
Idolatrando la mia ragione
Non l'ho fatto per egocentrismo
E' la mia verginità
Il santuario del mio Ego
In cui riposa il fondamento
Della mia individualità
(Composto dal "Re" - 2002)
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Il nero cavallo al galoppo, veloce tra alberi e cespugli. Il suo cavaliere un mistero, un lungo mantello nero, il volto pallido, gelido come la morte, austero e mite.
E come il sole si spense senza luce nel cielo, un sole che non riscaldava da tempo, così l'ultimo tratto della candela fu morso dal vento e soffocato il fuoco.
Tacito avviso nel cielo, il vento si levò di nuovo, la pioggia lacerò la terra, un fulmine bruciò l'aria e la fenice rinacque ancora una volta dalle proprie ceneri.
Brezza solare aspra, mistica luce in parallasse, dimenticato il senno dell'esistenza terrena, soffocato il vento dell'infinito tepore levitante.
Un urlo senza fiato imprigionato è il tempo, in una coltre di fredda ignoranza, senza luminosa sapienza e indifesa tolleranza.
Infinita è la sua pazienza, tacita. Libero è il tempo.
Mesta sapienza occupa il trono in un regno di eterna ignoranza, il tempo si illude sussurrando nelle menti di chi, sordo, non ode il grido soffocato dell'incomprensibile.
(Composto da Fulvio Pascotto - 2002)
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Cosa stai dicendo amico vento?
Non riesco a capirti...
Io non so leggere ciò che il fato ha scritto.
Non sono capace di interpretare le tue parole.
Io so ascoltare, so leggere la tua musica, udire il tuo richiamo.
Quando piove ti fai sentire sempre, ma non riesco a capirti.
Gocce di pioggia forgiano il vento
Che si tempra di umidi suoni bianchi.
Dolce solstizio di notti invernali.
Notti passate ad osservare te, amico vento,
Ad ascoltare il tuo richiamo.
E ogni volta che tu suonavi la tua musica,
Io pensavo a te...
Pensavo a quello che eri prima di diventare il vento,
Amico mio, ora che sei lui, sei forte, sei immortale.
Non era questo che volevi?
Volevi essere libero, mio caro amico, ora lo sei.
Sei libero di volare, porti messaggi di gioia,
Urli al mondo che esisti, che sei più vivo di prima.
Hai spezzato le catene che ti legavano alla terra,
Ora corri felice tra le nuvole e sorridi alle montagne,
Salti tra i rami degli alberi più alti, baci le loro foglie,
Spazzi via tutto ciò che è male e riporti l'ordine della natura.
Hai scelto la tua strada, è questo il tuo destino,
Ora non puoi tornare indietro,
Il vento non cambia direzione,
Il vento non torna sui propri passi.
Ma è questo quello che hai sempre voluto, non hai rimpianti.
Eri schiavo di un corpo materiale, legato alle tue paure,
La tua mente era oppressa dentro di te,
Il tuo spirito incarcerato insieme alla tua fantasia.
Sei fuori dal tempo, fuori da ogni luogo
E in ogni tempo e in ogni luogo contemporaneamente.
Non sei più solo, non cerchi più le risposte di prima,
Non ti interessano più, non fai più domande,
Non vuoi più comprendere, non ti importa più il perché,
Non ti importa perché il mondo esiste, tu lo vivi il mondo.
Tu vivi ogni attimo, danzi tra la pioggia e
Respiri i sentimenti delle persone, ascolti le loro angosce,
Gioisci con le loro felicità, sei parte di loro, sei parte di me.
Non posso smettere di ascoltarti, hai ancora tanto da dirmi.
Ti sento, ti vedo... e sono felice per te.
Sei sempre al mio fianco, sei sempre con me.
E quando ti sarai stancato di parlare, di cantare, di urlare,
Vola lontano, oltre la libertà.
Il sole renderà silenzio al vento.
Quando verrà porterà pace e armonia.
Amico vento, io non sono ancora capace di comprenderti,
Ma torna a trovarmi quando vuoi.
(Composto da Fulvio Pascotto - 2002)
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La mattina del 9 giugno la terra di Brianza soffiava il suo vento polveroso, il lago d'Iseo emanava i suoi gas sulfurei e le montagne si curvavano verso le valli, quasi a tendere il collo per assistere agli eventi.
I druidi longobardi avevano predetto da tempo l'arrivo del distruttore, ed ora erano intenti nella preparazione delle difese.
Le donne si erano chiuse nelle loro case impaurite, e i bambini ripensavano alle leggende che i loro genitori raccontavano loro da piccoli per spaventarli.
Gli uomini si prepararono allo scontro: indossavano pesanti corazze di maglia e brandivano lunghe spade affilate... la tensione si respirava nell'aria pungente.
Alle 8 in punto in cielo si oscurò di colpo e le nuvole volteggiarono veloci in aria formando un vortice di polvere.
L'aria diventò pesante e delle piccole scintille cominciarono a scaturire dal terreno, le nuvole si diradarono e nel cielo comparve un enorme cometa infuocata, contemporaneamente la terra cominciò a creparsi e a dividersi.
La cometa si dirigeva sempre più rapidamente verso la crepa nel terreno; gli uomini longobardi erano rimasti a bocca aperta.
Dalla crepa emerse un braccio possente e la mano si protese verso il cielo; la cometa si dirigeva verso la mano, e quando il fuoco della sua scia si spense... si rivelò essere un enorme martello.
La mano impugnò il martello e nel momento stesso in cui le dita si strinsero sull'impugnatura, la terra si aprì completamente e il distruttore ne emerse brandendo il martello di Thor: Mjollnir!
Ci fu un attimo di silenzio assoluto, anche il vento tacque per un solo istante, come in rispettoso saluto dell'essere onnipotente.
Il distruttore alzò il martello verso il cielo ed esso si oscurò di nuovo, i suoi occhi si rivolsero al cielo in segno di saluto al dio Odino, i suoi muscoli si tesero nel prepararsi all'attacco.
I soldati longobardi si affiancarono spalla a spalla e formarono una barriera compatta, le loro lance puntavano senza paura verso l'essere immortale.
Il distruttore fece roteare due volte il martello sopra la sua testa dopodiché sferrò un violentissimo colpo sulla prima linea di soldati che venne spazzata via da Mjollnir.
Subito nuovi soldati rimpiazzarono le lacune e il distruttore risollevò il martello verso il cielo; un nuovo colpo fu sferrato ed un altra linea di soldati venne spazzata via.
Il combattimento durò per 5 giorni e 5 notti fino a quando non rimase neanche un longobardo in piedi.
Il distruttore era coperto del sangue incrostato dei suoi nemici e riportava diverse ferite sul suo corpo; egli era esausto, ma la battaglia era vinta.
Un esercito di valchirie mandato da Odino giunse a porgere lui il nettare degli dei: la birra dei vichinghi.
Le valchirie riportarono l'uomo nel suo regno ed egli sedette di nuovo al fianco del suo dio.
(Composto da Fulvio Pascotto - 2003)
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I crawl across the floor never see the light
Only shadows on the wall
Somebody said there is reality behind
But I'm afraid to turn and fall - oh no
Set me free - for eternity
And now they talk about my destiny again
I hear their footsteps in the dark
But then again there was the silence and the pain
Uh, lord that made me feel so lost
Heal me - get out of here
Save me - my world's an illusion
I'm still inside the cave imprisoned in on mind
And silhouettes on the wall
I have to turn around to see what's goin' on
Cause what I saw was never all!
Just a move is the solution
It's not enough to stand and stare
Leave the cave and find the reason
For the cross you have to bear
Never, never, never,
Never return to the principle
Never, never,
Never return to the principle
Never, never,
Never return to the principle
Never, we'll never, we'll never return to the principle
Never, we'll never, we'll never return to the principle
Never, we'll never, we'll never return to the principle
Never, we'll never, we'll never return to the principle
(Composed by Kai Hansen - 1993)
La cava del principio
Serpeggio attraversando il pavimento senza mai scorgere la luce
Solamente ombre sul muro
Qualcuno disse che c'è realtà oltre
Eppure ho paura di scuotermi e cadere - oh no
Liberatemi - per l'eternità
Ancora adesso stanno discutendo del mio destino
Percepisco i loro passi nel buio
Ma nuovamente ci fu silenzio e dolore
Uh, signore che mi feci sentire così perso
Guaritemi - fatemi uscire di qui
Salvatemi - il mio mondo è un'illusione
Sono ancora nella cava imprigionato nella mia mente
Ancora le sagome sul muro
Devo rigirarmi e vedere cosa sta capitando
Poiché ciò che vidi non fu assolutamente nulla!
Una semplice mossa è la soluzione
Non è sufficiente restare e fissare
Abbandonare la cava e trovare la ragione
Per la croce che dobbiamo sopportare
Mai più, mai più, mai più,
Mai più ritornare al principio
Mai più, mai più, mai più,
Mai più ritornare al principio
Mai più, mai più, mai più,
Mai più ritornare al principio
Mai più, noi mai più, noi mai più ritorneremo al principio
Mai più, noi mai più, noi mai più ritorneremo al principio
Mai più, noi mai più, noi mai più ritorneremo al principio
Mai più, noi mai più, noi mai più ritorneremo al principio
(Tradotto da Federico Matta - 2003)
Commento di Federico Matta
Ritrovarsi prigionieri di sé stessi e del platonico mondo delle apparenze. Rigirarsi su sé stessi per liberarsi dei proprio limiti, che non permettono di riuscire a toccare la vita, e neppure di scorgerla... ma di intravederne solo le ombre.
La realtà è oltre le nostre precognizioni, i nostri stilemi di pensiero e le nostre paure... come liberarsi eternamente? Il mondo esterno ci vittimizza e ci calpesta con i suoi piedi: nessuno risponderà al nostro disperato grido d'aiuto.
Cercare nella nostra interiorità e scatenare i nostri sentimenti sono la sola soluzione per affrancarsi dal principio: determinazione e voglia di vivere, scoperta e sete di pienezza vitale.
E' ora di smetterla di stare all'ombra delle giovani fanciulle in fiore... una semplice mossa può risolvere la situazione e permettere di scagliare la croce agli dei maledetti, afferrare una giovane donna, fissarla negli occhi ed amarla realmente, per un istante almeno.
Non è più possibile ritornare al principio, una volta affrancati: questo mondo ha fallito.
The Cave Principle, canzone simbolo di un album (Insanity & Genius) difficile da ascoltare, poiché rappresenta la crisi, l'angoscia e l'assenza di orizzonti umane. Grazie Kai, come sempre.
(Composto da Federico Matta - 2003)
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Scavare e ancora scavare alla ricerca del bello
Dove si è rintanato, forse insieme ai sogni e alle visioni?
Respiro veleno e ne colgo i segni sui corpi di compagni mutilati
La danza grottesca sul palcoscenico del mondo è disgustosa
Non più draghi, non più uomini e neanche nani deformi
Vedo bizzarre creature senza passione e senza fine
Una ridda mostruosa di apparizioni
Non mi sento protagonista in questo teatro
Mi sento lanciato in una tempesta che nega l'emozione
Perdo il respiro, perdo il respiro
«Ritrovalo amico mio, ritrovalo»
Ma il senso è smarrito, regna la confusione
Il tempo scivola via in una sequenza di nullità
Le parole vengon meno in questo chiasso assordante
Alti valori, alti ideali sono evocati per giustificare l'imbruttimento umano
Ai miei occhi nient'altro che fango putrido
Chi, cosa maledire?
Dove sei, dove sei, celeste musa?
O mia musa, non lasciare il mio cuore stanotte!
(Composto dal "Re" - 2004)
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Oltre la malinconia, oltre la desolazione, oltre la fine.
Persino il dolore è morto!
Brucia il passato, brucia il presente e il futuro, brucia il vuoto: bruciami e festeggia con questa carne.
Grido nel vuoto, grido nell'esistenza per la negazione della mia presenza!
Mille occhi su di me, nessuno sguardo in particolare;
Comprami, usami, fammi a pezzi: sono la tua inutile carne umana.
Disumano Mondo, disumana Padrona.
Negazione dell'esistenza. Vuoto!
Serenità, persa in mille volti senza nome
Frammenti e parole senza significato
Tormento dell'errante che brama sollievo.
Il tempo contempla la sabbia della vita fra le mie mani aperte.
Non vedo più le rovine del Tempio.
Landar! Gilthanas!
Isolato e prigioniero.
Il bardo vaga sulle sponde del lago di sangue:
Luce e spazio al mio Imaginarium,
Un volo che conduce ad un monte di cristallo inviolato
Sfioro la mano dei santi
Vaghe presenze fuggevoli
«Un giorno ti specchierai nel mondo, insignificante scheggia luminosa.
Non di sogni, ma di sangue di uomini è affamata la Bestia. Chi si curerà del Giardino, se il Serpente ingoierà la Luce?»
Isolato e prigioniero!!
Sacri fedeli, troppo puri in una luce fievole
Il mio cuore muore nell'udire la voce della Padrona
(Composto dal "Re" - 2004)
Commento di Federico Matta
Un grido di vita si leva dal brusio delle suonerie e delle pubblicità televisive. La solitudine, l'incomunicabilità e l'insoddisfazione in cui siamo stati gettati, mostra perfettamente il regresso umano a cui l'umanità si sta dirigendo.
Nessuno vive più per sé stesso, poiché è diventato così difficile vivere, in questo carosello nel quale la produzione e la banalità ci soffocano. La dannazione del pensieri, che non possono essere spenti come ciascun essere elettronico, tormentano questa giovinezza e rendono insopportabile l'inutilità dell'incedere globale.
Un grido di vita si leva, attraverso le dimensioni del virtuale e dell'immaginario, incapace di portare speranza in un mondo inquinato dagli egoismi e dalla corruzione.
Lux devicta est.
(Composto da Federico Matta - 2004)
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Nel buio scrivo alcune righe,
Le mie memorie
Contemplo questa raccolta di quadri
Vuoti come la mia anima ora
Sosto presso l'epigrafe di Landar
Sono il suo epigono, sono il suo spettro?
O semplicemente il suo volto più vero,
Un'ombra alla ricerca di forza e gloria.
E' un diario del mio spirito
Una raccolta di emozioni
Il mio cuore è una distesa di lapidi
Vi muoiono i compagni senza sogni
Sono solo voci nelle tenebre
Sono solo memorie di tragici eroi
Nel vento, come polvere
Il mio canto si leva ancora,
Funebre e maestoso
Elegia sulle ossa di questo mondo glaciale
Cenotafio eretto su pietre affilate dalla tempesta;
Il mio viaggio continua, in terra straniera.
(Composto dal "Re" - 2004)
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Io Zifnab, vecchio veggente, scorgo l'errare di un giovane elfo: un bardo dimenticato nel flusso impietoso del tempo, approdato nella terra eterna di Khorinis. Gilthanas, solitario ed inflessibile, in pellegrinaggio verso un perduto santuario. Non vi sono compagni al suo fianco per ora, forse uno o due lo raggiungeranno. Esule da troppo, la disperazione ha lasciato il posto alla nuda rabbia. Non più un sacerdote per benedire la sua spada e il suo arco, solo le terre desolate: in compagnia di demoni notturni e diafani, di mute e vaghe apparizioni. Gilthanas vorrebbe la vendetta, ma i traditori sono svaniti, perfino la loro memoria è incerta. Gilthanas vorrebbe morire, ma nulla nelle terre dell'orda che svanisce ha più senso, neanche le ultime lacrime di un morente. Lo tiene vivo l'ira, gli antichi giuramenti sono polvere; la voce di Azumi un'illusione, le promesse benedette nel Primo Santuario una menzogna: negli occhi di Gilthanas l'immagine di Landar divorato dal Tempo è una ferita mortale. Il bardo invoca gridando gli Alti Poteri che hanno sconvolto il multiverso. Vecchi dei sazi di potere, l'elfo li maledice per aver consegnato il creato nelle fauci del Lupo Bianco. Ammantati di pietà e umanità, feroci distruttori o ambigui manipolatori dell'esistenza. Il vecchio mondo sparisce poco a poco, bruciato nel nulla astrale.
«Vi ucciderò...» sussurra Gilthanas. E si riprende il viaggio, la sua anima è come un croco dalla dorata e feroce luce. «Merga, mia spada, dalle ceneri di Khorinis salirò alle stelle e ti porterò in dono le loro vite...» Fra le rovine della Torre dell'Alta Stregoneria Nera risuona la risata folle del bardo...
(Composto dal "Re" - 2004)
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Febbraio: eterno e incolore
Ira che sboccia come un fiore
Abbandono, in un monologo presso le rive grigie di questo fiume
All'ombra dei sogni infranti.
Luce spenta dell'inverno ormai giunto
Infinito e crudele
Vorresti il manto lunare come rifugio
Preghi per raggiungere quella via.
Perditi nel madrigale, danza corteggiando la dipartita
Echi lontani fluiscono insieme all'acqua scura
I salici si piegano
Simili a vecchi chini sullo stagno dell'esistenza
Un giovane uomo si chiede che aspetto abbia il suo volto,
Confuso nel fango.
Perditi e danza, perditi e danza
Il suono delle chitarre si affievolisce
Il fiume ti accoglie nel suo ventre opaco.
Danza, danza, danza... nel vuoto... rinasci, piccola anima, il mondo si sgretola fra le tue mani candide...
(Composto dal "Re" - 2005)
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Fanciulle in fiore danzano la folle ridda della vita
Mi circondano con i loro petali profumati
Menestrelli e giovani uomini conducono la danza
Nella forzata ricerca di un confuso oblio.
Medito, alfiere silenzioso arroccato nel bastione
Voci bianche intonano canti gioiosi, come imenei
Il mio silenzioso urlo è sempre lo stesso
Peana che narra di onore e gloria
Omaggio ai valorosi caduti, al tempo della grandezza.
Le splendide maschere degli astanti
Si sgretolano come i più dolci dei sogni
I corpi cadono come foglie, cessa la musica
Sono nuovamente solo
Nel deserto del reale
Come commilitoni, solo pallidi lemuri.
Come una condanna
Questo sguardo che scruta
Nelle profondità dell'esistenza
E vi vede un cimitero
In cui è sepolto tutto ciò per cui vale la pena vivere.
Un nobile guerriero, risoluto e forte... stroncato.
Un sereno sapiente, saggio e grande... straziato.
Un santo, candido come un serafino, il cui respiro riempiva l'immensità del cielo... qui giace, vittima sacrificale.
Mia è la ferita che non guarisce
Mio è il ricordo eterno, che il tempo non altera.
Mecum omnes plangite!
(Composto dal "Re" - 2005)
Esistenza è un ciclo che vuole affrontare il problema della vita e si conclude con una vena di pessimismo. E' una fiaba, in parte autobiografica, in parte no, con alcuni personaggi reali ed altri che sono icone rappresentative di elementi o categorie.
(Composto dal "Re" - 2000)
Senza una donna da serrarmi al cuore!
Mai l'ebbi e mai l'avrò.
Solo, stremato da desideri immensi di passione e pensieri incessanti, senza metà.
(Cesare Pavese)
A. Impressioni
Ricerca incessante indeterminata... Covo di serpi
Miraggio d'oasi... Palude infestata
Eterna lotta sotto gli stendardi di Madonna Fantasia
Terra ebbra del nostro sangue
E' forse vaniloquio?
Silenzio edenico, non odo parole d'Uomo.
Fu un errore... Silenzio di morte su di noi!
B. Grido d'aiuto
Ma il cuore vuol battere ancora, memore di gioie passate.
Qual è il mio nemico?
L'USURA, il TEMPO o la BANALITA' che si annida in noi?
Io, ignoto milite, continuo la pugna
Un unico soldato al mio fianco, un milione i nostri mortali avversari.
Grido disperatamente in cerca di aiuto; nessuno accorre
Speranza, o frutto più prezioso, soccorrici tu!
Che il nostro grido non si perda nel deserto!
CHE LE PORTE DEGLI INFERI NON PREVALGANO!!!
C. Vuoto
Emozioni, sentimenti, li vedo bruciare al rogo
Voluto per regale decreto dalla Grigia Padrona
Nulla rimane se una semi-dea dall'Uomo generata s'impadronisce del dono che Nostro Signore ci fece quando ancora eravamo bambini
Solo una piacevole sfumatura di grigio.
D. La mia vita
Reminiscenze, passione sopita per lasciar posto alla spietata Indifferenza.
Lacrime rigano il mio volto
Il cuore cade a pezzi
La mia vita nelle tue mani
O crudele Grigia Padrona
E. Fratellanza
Come luce dal cielo
Come brezza leggera
Dalle ali d'un angelo sollevata
Sei giunto a me, o Miracolo
Uomo come me, sofferente come me
Fratello!
F. Silenzio
La terra verdeggiante davanti a noi
Dove sono i nostri compagni?
Il nostro appello non giunse forse a loro?
O Fratello mio, piango la loro sorte
Ciechi e sordi nella Terra Desolata
Sotto l'egida del Grande Traditore
Il Signore abbia pietà di loro...
G. Epilogo
La voce svanisce e si perde nella steppa
Le due figure si inabissano fra le dune
Il loro sguardo è rivolto a nord
Il monte porterà salvezza?
(Composto dal "Re" - 2000)
A. Prologo
Deh, un altro giorno è giunto
Destiamoci tosto a vita nuova
L'arrogante astro d'oro è ormai alto sul nostro capo
La luce si fa sì bianca
E accecante in questo cielo
Che mente d'uomo ne restò confusa.
B. Consapevolezza
Il poeta parlò:
... Ma dunque esisto? O strano!
Vive fra il tutto e il niente
Quella cosa vivente
detta: Guidogozzano...
Ed io vidi in lui i volti d'ogni Uomo
C. I due viandanti
In pellegrinaggio verso bianche mura
Serenità, silenzio immobile del tutto
Il sole nubifero alto sull'orizzonte
Di zafferano accese la corona di nubi
Sarà Babilonia di dolore ostello
O Gerusalemme, lenimento delle nostre ferite
Una corona di spine per cappello, ah, la stupidità umana.
D. Prostrazione
Umani comportamenti, piani soprannaturali, eoni di conflitti
E' forte la tua pietra, Tanelorn
O forse siamo ad Avalon
Una cosa è certa, non un'anima a cantare le tue lodi
Ciò che resta è una schiera di cadaveri
Fra i quali riconosco volti noti.
E. Non siamo Dio
Oh Miracolo, mira quei bimbi persi nel loro gioco
Credono di aver reinventato l'Eden
Ma fra le loro mani si schiude
Un'arma mortale e spiega le ali
Voi, che 'ntendendo il terzo ciel movete,
udite il ragionare ch'è nel mio core:
Pronti non siamo a sostituirci a voi.
F. Epilogo
Anche il bianco deserto ha una fine
Giungemmo ad una selva oscura
Là ci attendeva il Grande Traditore
O Coraggio, nobile fra i nobili, NON ABBANDONARCI!
(Composto dal "Re" - 2000)
A. L'illusione
Grande Traditore, forse anche tu nient'altro
Sei che illusione, uomo come noi, compartecipe
Della croce di noi mortali.
Miracolo, ascolta il colore del mio verbo
Per un attimo non più scuro, ma abbagliante.
Il caldo abbraccio dell'amore serrò il mio cuore
Memorie, si tratta di memorie, elucubrazioni
O impressioni; per un attimo depongo la corona
E le sue laceranti spine, in raccoglimento odo la melodia.
Una donna ed una ragazza si avvicinano
La prima narra una storia ancestrale
La seconda mi parla di ciò che è stato ma ancora potrebbe essere
Entrambe recano uno stiletto ancor tinto
Del vermiglio sanguine mio
Miracolo, portami via, l'amarezza mi assale
Poiché è lo spettro della mia ignavia la causa di tanto male!
Sale e non acqua nei nostri otri
Con la bocca bruciata dall'arsura riprendiamo il cammino.
B. Metionina
Città crudele, specchio della falsità
Cartone e non pietre per le mura
Maschere e non volti per i viventi
Frasi pronunciante meccanicamente
Druido, qui nella tua dimora mi suggi la vita
Ma sono forte con il Miracolo al mio fianco
Cadrai dal tuo trono di menzogne
Non sarò io a farti cadere, scoprirai che la passione
Di cui vai tanto fiero non abita in te
Il suo puro fuoco ha lasciato spazio
Ad arrugginiti ingranaggi
Allora piangerai
La fiamma riaccesasi che un focolare più non ha
Il tuo mentire purificherà.
C. Speranza: un grido di guerra
Dove ci ha portato tanto peregrinare?
Una tavola rotonda sta di fronte a noi
Rimembro questo luogo, nostro sacrario
Tutto cominciò da qui: il Sommo Sacerdote
Parlò con divina saggezza e la via ci rivelò
Ora il Suo spirito giace in questa teca polverosa
Da tutti dimenticato fuorché da me
Prega per lui, o mio fedele Miracolo, tutti noi dobbiamo a lui la vita
All'improvviso le porte della sala si spalancano
Entrano forme avvolte nell'ombra
I miei occhi non mi ingannano, sei tu Grande Traditore!
«O Landar, perdonami, scaccia il segno che su di me la Grigia Padrona pose!»
Ti perdono, sia tu purificato dal male a cui le Vie del Mondo ti condussero.
Comparvero poi Samael ed il suo accolito, il grande evocatore parlò così:
«Landar, dopo una dura lotta vinta è la Grigia Padrona. Purtroppo non fu possibile ucciderla, solo ferirla; ma non preoccuparti, insieme trionferemo!
Che gioia, nuovamente uniti daremo battaglia al Mondo, che la Banalità soccomba davanti alle nostre lame!»
(Composto dal "Re" - 2000)
A. Primo verso
*Da Landar alla Sacerdotessa Elfica come bruna farfalla intesa*
Stay near me - do not take thy flight!
A little longer stay in sight!
Much converse do I find in Thee,
Historian of my Infancy!
Float near me; do noy yet depart!
Dead times revive in thee:
Thou bring'st, gay Creature as thou art!
A solemn image to my hearth...
(W. Wordsworth)
*La Sacerdotessa volse il suo verde sguardo su di me*
...Non so perché mi faccia tanta pena
quel moribondo che non vuol morire!
(G. Gozzano)
*I fedeli attorno al Nuovo Demiurgo*
...Pluret des oils sa barbe blanche tire
(C. De Troyes)
*L'altra parte di me*
Sorrow turning into hate...
(Pain Of Salvation)
*Il verbo del Figlio di Davide*
Io dissi in cuor mio:
«Orsù, voglio farti provare la gioia: Godi il piacere!».
Ed ecco, anche questo è un'illusione!
Al riso dissi: «Pazzia!» e all'allegria: «A che giova?»...
(Cohelet)
*Il canto di vendetta risuona nel Tempio*
« ...Io uccido un uomo per una mia ferita,
un giovane per una mia ammaccatura!
Caino sarà vendicato sette volte,
ma Lamec settanta volte sette!»
(Lamec)
*Un viaggio nell'oscurità*
...Je veuil aler querir lieux tenebreux
Et es desers plaindre et gemir tous seulx...
(E. Deschamps)
B. Coro
*Landar - Fratelli, sangue del mio sangue, troppo dolore ottenebra questo cuore, l'amore non corrisposto è come sale sulle mie ferite, il Mondo si è preso un'altra vittoria!
*Miracolo - Un monumento al tuo dolore costruito dalla Sacerdotessa delle Terre Elfiche, ma voluto dal Mondo. Piangete con me!
C. Interludio
...There's an empty room there's a blank page
there's a picture left incomplete
something is lost, something remains
a MONUMENT to defeat...
(Fates Warning)
D. Secondo verso
Druido della crudele città - L'acqua mi è alla gola ed a fatica respiro; ora vedo con chiarezza: fui burattino nelle mani della Grigia Padrona, la musica sensuale dell'umanità che udivo non è più la stessa, ora è un triste requiem, la paura mi consuma in un pugno di polvere...
Landar, Nuovo Demiurgo e Sommo Sacerdote - Che triste fato, pensavo di odiarti, ma ora non posso fare a meno di piangere.
Cavalieri del Tempio - Un'altra vittima, quando terminerà l'eccidio? Mondo, il sangue che ti lorda la mani reclama vendetta!
(Un bagliore accecante inonda il Tempio, compare un'altera figura)
Mondo - Pedine, nient'altro che pedine sulla mia scacchiera, arrendetevi al rosso sangue e siatene soddisfatti.
(Il Tempio scompare, la teca del primo Sommo Sacerdote si inabissa)
E. Epilogo
Affrontare la paura, we are afraid to face the fear
Pretendiamo di non essere qui, we're hiding our secrets
Fear is the weapon, Man is the victim
One World, NO CHANCE!
(Composto dal "Re" - 2000)
Ritorno, la parola riecheggia in me
Ho navigato in un mare di apatia
Circondato dalle creature del Mondo
La grigia luce volle sopraffarmi
Ma la fiamma in me non si spense
E bruciò così intensamente
Da incenerire gli spettri
Di un passato che ritorna
Nuovamente la calda passione
Ha guidato i miei giorni
Ti ho visto, greca fanciulla
E la tua beltà mi trasse in inganno
Amor trasse i suoi dardi
E fattomi arco li scagliò a te
Parole di fuoco spese
Per una puella con un cuore muto come pietra
Il mio viaggio non termina
Un altro fallace abbaglio
Altre lacrime sul mio cammino
Che a testa alta non verserò
Oh Sacerdotessa degli Elfi
La vostra maestà illumina
La pietra scura della puella
Ieratica come cariatide
Miracolo, ti ho ritrovato
Suvvia, armiamoci
In marcia verso
La nostra Terra Promessa
Raduniamo i fratelli,
Che il negro sangue
Scorra copioso
Nelle nostre vene
La nostra bandiera
Sarà il crin d'oro
Di nostra Madonna Fantasia
In alto lo stendardo!
A. What if
E se la fonte fosse inaridita, se il mio verbo non fosse altro che suono disperso nell'aere... NO!!! Voglio sperare, voglio ancora SOGNARE.
B. Childhood ends?
Lo spettro di un'infanzia infranta custode della mia serenità.
La consapevolezza di una maturità infelice.
C. This is MY crying
Non piangerò la morte del mio amore.
Sono io il morto
Un morto tenuto in vita
Da grandi ideali
Pellegrino verso un santuario
Retto da un fondamento infondato
August ends leaving us a handful of nothing?
No, not this time.
August itself was a handful of nothing!
So, why dancing with death?
Give us just a little hope...
(Composto dal "Re" - 2000)
A. Discesa
Camminavo dentro la tua mente
Un posto oscuro senza finestre
Sembrava quasi che vedendoti
Rivedessi me stesso
B. Ascolta
«Il sesso è la morte
La morte è il sesso,
Giuralo qui
Sul mio crocifisso!»
«Ciò che ho bisogno di sapere
E' perché Dio parla solo attraverso voi
A me parla ovunque
Per Lui è la stessa cosa...»
«Ditemi che mi perdonate
Ditemi che mi amate ancora, padre!»
C. Metamorfosi
Represso, confuso e spaventato
Avvinghiato ad un barlume di certezza
I frammenti del mio credo
Affondano in un mare di peccato
D. Un grido d'odio (una supplica)
Sì, peccatore, faccio ammenda
Sì, peccatore, me ne vanto
Scivolo nell'indifferenza
Non odo più la coscienza
Nutrito in ira, cresciuto in lussuria
Incoronato in arroganza
Un monumento ai sette peccati
Un discepolo dei sette messaggeri
Un strumento del maligno...
Lo specchio del tempo
Proclama la mia venuta
Ma non annuncia la resurrezione(?!)
E. Nella mia stanza
Abbandonati al tuo io
Al sicuro nelle tue parole
Impara dalle tue parole
Penso di essere migliore
Le mie sofferenze sono più profonde
Sono un'anima bella!
Anima bella!
Bella!
...
Ma quando giunge l'ora vespertina
Le ombre mi reclamano
Lo specchio mostra un'altra immagine
Il ragazzo di prima è ora fumo
Al suo posto sette draghi d'ebano
(Composto dal "Re" - 2000)
Esistenza, capitolo finale
termine di un viaggio
approdo in un porto sicuro...
...o lento inabissarsi in un porto sepolto?
Brilla lago di fuoco!
Ascolta, polo dialettico!
La solitudine s'è tramutata
In una mente che stilla desiderio.
*Prima voce: «Mira la sorgente di tutti i peccati.»
*Seconda voce: «Ci dissero di guardarci dall'ozio...ma ciò che vedo è mille volte più forte!»
*Prima voce: «L'aspetto desiderabile di questa creatura è solo per gli stolti. Apri i tuoi occhi: i sei suoi fratelli promanano dal suo corpo. Il ricco ed il povero s'inebriano al vino della sua prostituzione, lei li vincola a sé e dona loro gli altri sei abomini.»
*Seconda voce: «La nebbia si dirada, ora vedo chiaramente. Oh, progenie dell'Avversario, quale croce per l'Umanità! In questo momento un altro uomo cade nelle sue braccia ingioiellate. Ma giunge qualcuno. Possibile che sia...»
*Prima voce: «Sì, non ti sbagli, dobbiamo chinare il capo.»
Cado, ma non provo nulla
Muoio, ma è un sollievo
L'indifferenza mi è compagna
Ha svuotato di ogni vita
I fedeli del Tempio
Ha eradicato il Miracolo.
Fioco ed invisibile per sempre
In questa piacevole sfumatura di grigio?
L'unica luce è la tua
Ma non ricordo il tuo nome
Unico bagliore accecante
Nella Valle di Lacrime.
Rimembro forse i miei sentimenti?
E i cancelli della mente s'aprirono
L'inferno ne uscì
Da sempre vi dimorava.
Volti di fanciulle
Adolescenza violata
Il più feroce fra i demoni
Rialzò la testa
E reclamò il tributo di sangue
A lui dovuto.
Venne a suggere la vita
Venne a violare
Un'umana creazione
Un'umana condanna
Sono ancora in me,
Padrone di me?
Non ne posso fare a meno,
Il profumo del sangue giovane
Mi seduce con bisbigli di immortalità.
L'alba di un altro giorno
Inonda la mia stanza
Dove sono le mie impressioni
Nuove promesse di assoluzione
Per i peccati commessi
Risuonano nella mia testa
L'adolescenza finisce, è la fine assoluta, è l'inizio di un mutamento?
Chi conosce la risposta la dia...
(Composto dal "Re" - 2000)
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Colpevole di aver varcato la soglia... Cosa ti aspettavi, forse un'esistenza nell'ovile? Il malinconico effeminato fanciullo non è il mio modello, inoltre conosco i suoi pensieri, neanche lui gradisce essere così. Basta con i giovani servi dell'apatia, si ripetono e non innovano. Sono ugualmente stanco della verginella trafitta signora-del-dolore, cambiate commedia, rappresentate qualcosa di nuovo. E' realtà, è finzione, chi delle due vince e predomina? Cosa importa, basta che ci sia la passione. Questo Graal, sarà vicino o lontano, non lo saprai mai se pascolerai nell'ovile. Non dirmi cosa fare e non fare, tanto non sai proprio nulla e i tuoi occhi sono ciechi, seguimi nel viaggio oppure prego, la tua mangiatoia è da quella parte.
Viaggio verso me stesso, te stesso... In cosa credi, chi preghi a chi pensi quando sei solo/a e desolato/a? Credere, facile dire «uccidi i tuoi dei», in realtà dimenticandone uno ti voti ad un altro, magari non chiamandolo con il suo vero nome. Non credo che tu riesca a venerare te stesso/a, chi può farlo, quando sei in lacrime chiami ad alta voce un nome amico. Chi è il pazzo tra noi, tu e il tuo credo fragile quanto il mio o io, debole ragazzo malato d'animo? Follia è un termine usato da chi si crede forte poiché ignora molte cose per definire chi ritiene debole, individuo in realtà oberato dal peso della conoscenza di fatti amari. Siamo entrambi libri di sangue e condividiamo le stesse esperienze, io ne parlo però e tu mi tacci di pazzia, stai soltanto facendo finta di non vedere, se tu sapessi aggirare i limiti che vecchi diabolicamente perversi ci hanno imposto per controllarci vedresti la natura orrida di ciò che ci circonda e piangeresti con me...
(Composto dal "Re" - 2000)
Cieco ma con il dono di scrutare il futuro, scorgo chiaramente la soglia, luci ed ombre conducono ad essa. Cercai di raggiungerla per le vie dello spirito, ma il mio orgoglio dovette umiliarsi di fronte al sacro mistero della procreazione. Io, Tiresia, come donna divenni e seguii i dettami della carne trovandovi un'altra via. Tu, cinto di solare maestà dall'alto della tua torre eburnea, legiferi e pretendi dall'umanità, ma nascesti anche tu dal fango; ti ricordo ancor giovinetto pieno di gaudio alla vocazione del sangue. Voi, dei assisi su troni irraggiungibili, incatenaste i titani ed imponete olimpico contegno al cangiante genere umano. Giungerà una creatura, né uomo né dio, che donerà a noi progenie di Gaia la conoscenza della soglia che già mi appartiene. Ci ostacolerete, non per fedeltà ai vostri principi ma per paura. Paura che noi percorriamo la strada che conduce alle vostre auree dimore.
(Composto da "Re" - 2000)
Vittoria e giubilo! Ho raggiunto la soglia. Nel forte del Cuor Nero ogni tetra creatura canti. Sul mio impero sempre regnerà la notte, la luce dei Silmarili orna il capo mio, il tradimento dell'Uomo vi ha dannato, o stolti elfi. Tutto ciò che a voi è dato vedere mi appartiene ed i codardi miei fratelli non oseranno reclamare questa Terra!
Ho distrutto la luce, l'ho fatta mia: Feanor, stringo in pugno i frammenti del tuo giuramento, l'essenza di Valinor mi pervade e neanche Mendas potrà divinare il mio destino poiché l'ho vergato con lacrime di sangue. Eru Iluvatar, come potrà ora incatenarmi la tua provvidenza, anche tu hai le mani lorde di sangue.
Mira i tuoi figli, i tuoi amati Uomini: il virgulto del peccato cresce robusto in loro, dovevano essere agnelli ma si scannano come lupi rapaci. Persino i Noldor, i più nobili fra gli elfi, tua immagine e somiglianza, pur di ottenere queste pietre che porto non hanno esitato a colpire i fratelli.
Questa volta, Iluvatar non potrai giustificarti, perché ho aperto la porta che conduce alla soglia e ho trovato la risposta: la via del male non la insegnai io alle tue creature, ma fosti tu a porla in loro prima che calcassero la Terra!
(Composto dal "Re" - 2000)
*Wiglaf: O elmo degli Scyldingas, benigno spezza-anelli Hrodgar, quale sventura s'abbatté sul popolo geata, il re è morto, ma non possiamo dire viva il re. Giace il serpe tra gli archi di pietra, ma il debito di Caino all'Arbitro non è ancora saldato. Io, figlio di Weohstan piango il riparo e sostegno dei Wederas, sento il lamento dei corvi della Foresta. La progenie di Ongentheow non ha ancor obliato la furia di Eofor e tosto un odio di spade ci coglierà. Per cinquanta lunghi inverni il più cortese degli uomini ci ha donato di poterci sedere ai seggi dell'idromele e riposare le nostre lame forgiate nel sudore della battaglia. Ma, ora che la casa del corpo del Nemico è lacerata e il figlio di Ecgtheow, il Mondo di Mezzo sarà nuovamente insanguinato e la furia delle genti che lo abitano genererà nuovi orc-neas. A che giova questo aureo lascito antico di genti scomparse ora che l'anima del pastore del popolo ne ha abbandonato i visceri? Tuo fu da sempre questo disegno, Cuor di Tenebra, pascere i Deformi nel sangue degli eroi?
*Hrodgar: No, o strenuo in battaglia, siam noi i Deformi...
(Composto dal "Re" - 2000)
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I. Polymarph
-Helena's Song-
1) Voglia (ripeti 5 volte)
2) Voglia (ripeti 5 volte, diversa tonalità)
3) (Ripeti il punto uno e due)
4) Voglio te, te, te e ancora te!
5) Vi voglio TUTTI!!!
(Cantalo in bagno nuda, di fronte allo specchio, spalmando il tuo corpo di Neutro Roberts, in posizione "aperta come un fiore", usando una banana come microfono e cantando con la - - - - - - .)
*Se indovinate la parola, guadagnate 20'000 EXP e 30 AP!!!*
(Tratto da "Non sono più una bambina, sono una giovane donna" copyright Alfresk, 2000. Printed in Italy by Joe Turner productions. :-))
-Raiuno, domenica sera.-
*Annunciatrice della RAI: «Benvenuti a Elisir, conduce in studio Joe Turner (real master of the lemon).»
*J.T.: «Signori e signore, buonasera. Questa sera parleremo di alcune malattie riguardanti l'apparato genitale maschile, in particolare della compresenza, in alcuni soggetti, di limone ed urina. Un problema di scottante attualità, visti i recenti casi di polimorfismo umano. Ci illumini professore, quale organo secerne limone, ovvero come fare a condire la macedonia con l'uretra?»
*Professor FeelGood: «Ma vede, è un annoso dibattito, dicono che il pene, in alcuni soggetti, sia attraversato da due dotti, la prima, l'uretra, l'ha appena menzionata. Il secondo dotto è proprio solo dei soggetti con una malformazione congenita detta "polimarfismo", comunemente nota come polimorfismo. Pare che si tratti di un'eredità genetica derivante dall'abitudine di alcune antiche tribù druidiche di praticare la masturbazione anale linguale rituale. In questi casi il polimarfismo può anche derivare, ed è il caso più frequente, da una zoonosi, ossia una malattia trasmissibile da animale a uomo; difatti il polimarfismo è normalmente trasmesso dai rottweiler all'uomo. Ora, alcuni mi chiedono spesso perché questi animali siano portatori di questa malformazione come malattia trasmissibile. La risposta sta nel fatto che sono gli eredi dei cani della già citata tribù druidica, sui quali i druidi praticavano la masturbazione scrotale ditale rituale.»
*J.T.: «Quindi professore, se ho capito bene, il polimarfismo è genetico nell'uomo e nel rottweiler, ma trasmissibile come malattia da questo tipo di cane all'uomo.»
*Prof. FeelGood: «Esattamente, il polimarfismo umano è ormai quasi debellato, e presto lo sarà anche quello canino. Pare però che sopravviva ancora un focolaio di polimarfismo umano trasmesso per infezione a Torino, nel quartiere di Cavoretto.»
*J.T.: «Molto strano professore, per indurre un'infezione polimarfica non si dovrebbe nuovamente praticare la masturbazione anale linguale rituale?»
*Prof. FeelGood: «Lei ha toccato il punto, caro Turner. Sfortunatamente pare che questa antica usanza sia stata riesumata da qualcuno in quel paesino. Lo confermano anche gli studi antropologico-statistici sulla popolazione cavorettese; a parte il ceppo etnico originario del luogo abbiamo riscontrato in alcuni soggetti le classiche labbra polimorfiche.»
*J.T.: «Ah, mi coglie impreparato su questo punto. Vuole gentilmente far luce su quest'aspetto della malattia?»
-Prof. FeelGood: «Certamente. Il polimarfismo umano muta le caratteristiche somatiche dei soggetti colpiti. Si può apprezzare un cambiamento dei tratti propri del soggetto verso quelli del ceppo negroide. In uno dei casi esaminati, si tratta di un certo Ricky Z., la mutazione è impressionante: si giunge alla struttura propria dei neri d'America, pur essendo il ragazzo in questione autoctono.»
*J.T.: «Ringrazio il professore per il suo intervento. Con questo è tutto, pubblicità.»
-Pubblicità-
-Pantaloni Giustocazz-
*Maurizio Costanzo: «Uhm, Giustocazz... Proprio un pantalone con le palle. E se va bene a me; buona sborrata a tutti.»
(Composto dal "Re" - 2000)
II. Into the black hole
-Anno Domine 2300, Space Colony "Cauret"-
Il capitano dei marines eterosessuali spaziali Joe Turner e la sua unità di avanzati cyborg a fissione agli agrumi stanno indagando intorno alla misteriosa presenza, vicino alla colonia "Cauret" sita in (culo a) Giove, di un campo gravitazionale rettale anomalo.
*J.T.: «Cybord 00arancia, rapporto!»
*00arancia: «Stato di allerta, capitano, il livello di limone supera il 1000%.»
*J.T.: «Dannazione, attivare il prototipo aspiratore K.I.A.R.A.»
*00cedro: «Comando eseguito, polarità dell'intestino invertita.»
(*Alto tecnocrate FeelGood: «Per "intestino" si intende una regione dello spazio contaminata della misteriosa anti-anti-materia, una sostanza per ora denominata "LemoN".»)
*00limone: «Una nave non identificata cerca di mettersi in contatto con noi.»
*J.T.: «Passala sullo schermo vaginale.»
(*Alto tecnocrate FeelGood: «Per "schermo vaginale" si intende un dispositivo cibernetico costituito da matrice genitale umana assistita elettronicamente mediante raccordo sinaptico.»)
*Durango: «Poveri stolti, anche se avete invertito la polarità intestinale non avete ancora scoperto la vera sorgente del "buco nero".»
*J.T.: (mimando Paolo) «Chi sei tu?»
*Durango: «Il massimo esponente del progetto E.R.I.K.A. (ENTE RICERCA INCULATE KIAVATE ANALI), lo shemale perfetto, Durango I il negrOne.»
*J.T.: «Maledetto. Ma sappi che la confederazione terrestre non si arrenderà. Fino a quando una sola pianta di menta sarà in vita non smetteremo di berne il succo. Voi perfide creature, progenie dell'intestino crasso, non potete neanche immaginare quanta poesia ci sia in un bicchiere di latte e menta.»
*Durango: «Oh, Ah, Uh! Osserva tu stesso il destino del sistema solare.»
Il misterioso e negro Durango si esibisce in un antico ballo indiano-cinese-africano e il "buco" si ingrandisce quasi fino a ingoiare il sole.
*00arancia: «Capitano, è la fine, prima di morire mi dia il culo, diventiamo gay.»
*J.T.: «No 00arancia, non cadere nelle losche trame di Durango, non ancora tutto è perso, se usiamo la menta.»
Il capitano J.T. invoca il nome del santo patrono dei fornai e della confederazione terrestre (Mike Baker) ed attiva il cannone a menta, riuscendo così a penetrare nel "buco", uscendo, dopo un viaggio nell'iperspazio in un paesino del XXI secolo chiamato Cavoretto.
*J.T: «Ma questo è il passato.»
*RaEnTiO: «Mortali... Benvenuti... Questa è la dimensione dell'irrealtà.»
*00cedro: (imitando Paolo) «Chi sei tu?»
*RaEnTiO: «Io... sono... il... BUCO. Cancellerò ogni forma di esistenza, comprimerò il tempo nella mia ampolla rettale.»
*J.T.: «No, tu sei schiavo del progetto E.R.I.K.A., sei affetto da polimarfismo, riprenditi, sei solo vittima delle macchinazioni del supremo consiglio Master Of Role.»
*RaEnTiO: «Ah, la mia testa... E' vero, rivedo la sconosciuta, la dama del limone. Ah, fu così che perì anche Ricky Z, un tempo non era negro!»
Cavoretto comincia a collassare, poiché il "buco" rilascia ondate di LemoN, facendo così entrare il caos primigenio, l'essere chiamato E.R.I.K.A.
*E.R.I.K.A.: «Piegatevi a me, miseri eterosessuali, la potenza di noi transex non ha limiti, vi spazzerò via come foste delle verginelle.»
J.T., i cyborg agli agrumi, RaEnTiO ormai rinsavito tremano all'idea di essere investiti dalla leggendaria "sex change wave", il cataclisma che confonde i sessi e apre le porte all'ultimo stadio del polimarfismo: il parto anale, sonno della ragione che genera stron... oops, volevo dire mostri.
Ma ecco che giungono due eterosex di valore, il Duke di Superga e sua santità Bonifazio III da Chiavari, che attaccano il mostruoso E.R.I.K.A.
*Duke: «Decespugliatore, a me! (Compare nelle mani del Duke un enorme decespugliatore a filo) Prato, Alberi, Finocchi, Transex! Massima potenza.»
(Colpisce E.R.I.K.A. causandole ingenti danni).
(*Druido libidinoso: «Oh, Oh, Oh, non è realistico, non ha fatto il tiro per colpire con malus -200000, insomma non ha fatto da 01 a 03 su un dado da 100!»
*Duke: (Tirando un dado da 100) «Vola, vola, vola! 02, tea!»
*Druido L.: «... sigh.»
*Il Bardo: «No capo, non fare così!»
Bonifazio colpisce E.R.I.K.A. prima con una pioggia di pettini affilati come rasoi e poi si prepara a lanciare il colpo finale.
*Bonifazio: «Ok, bumba secca. Ehi E.R.I.K.A., lo sai che una volta quando andavo al Segrè ho sentito di un tipo che ha sodomizzato una tipa in bagno...»
*J.T.: «No, non lo dire, farai collassare l'universo!»
*Bonifazio: (Con una pausa teatrale) ... «e gli è scoppiata una vena nel cazzo.»
L'intero cosmo viene avvolto da una luce purpurea ed i nostri, amici e nemici, vengono obliterati insieme al tempo ed allo spazio. Avvenuta la distruzione del cosmo l'Arcangelo del Metallo riapre i suoi occhi e genera una nuova realtà di heavy metal, dove i ManOwaR potranno guidare il nuovo genere umano verso un Brave New World gusto menta metallara.
(Composto dal "Re" - 2000)
III. Master of the roles
-Caratterizzazione vocale-
*J.T.: Voce fuori campo evocativa, come quella di Bruce Dickinson in "Rime of the ancient mariner".
*Druido Libidinoso: Come Butt-head.
*Il Bardo: Come Beavis.
*Durango: Voce profonda da rapper negrone (LL Cool J)
*Progetto E.R.I.K.A. (ENTE RICERCA INCULATE KIAVATE ANALI): Voce black metal stile Emperor.
*Pelate: Voce calda da DJ stile Alessio Bertallot, oppure voce come Denver o come Topolino.
*Deo: Voce come Ferruccio Amendola.
*J.T.: «Una sera buia e tempestosa, nell'antro del Druido Libidinoso, i nostri eroi si ritrovano uniti nell'intento di addentrarsi nel magico mondo dei giuochi di ruolo!»
*Druido Libidinoso: «Eccoci qui. Siete pronti tutti? Eh, eh, dopo questa pompata non potrete fare a meno di tornare a giocare. Mi telefonerete addirittura a casa per chiedermi quando si pomperà, eh, eh, potentissimo, che figata.»
*Il Bardo: «Si dai capo sei il migliore.»
*Durango: «Uh, uh.»
*Druido L.: «Bravo, bravissimo Durango, sei troppo forte, ridi proprio bene, 100000 punti esperienza.»
*Il Bardo: «Ma capo, a me niente.»
*Druido L.: «Zitto coglione!»
*E.R.I.K.A.: «Allora, verginelle, se non volete che il vostro ano sia frantumato, iniziamo a giocare!»
*Druido L., Durango, Il Bardo: «Si padrona!»
*Druido L.: «Allora, siete nel Deserto della Morte...»
*Il Bardo: «Uhhhh, che paura, io per interpretare meglio il mio ruolo di checca scappo.»
*Druido L.: «Bene, 20000 PX (punti-esperienza). Davanti a voi il nulla, cosa fate.»
*Pelate: «Ma, direi di consultare una mappa...»
*Druido L.: «No, no, no. Tu devi interpretare il tuo ruolo di PTI (personaggio totalmente inutile). Non puoi ragionare, -30000 PX. Eh poi devi fare un tiro su d20 per srotolare la mappa, ottenendo o 1 o 2.»
*Pelate: (Tira il d20 e fa 5) «Accidenti l'ho fallito.»
*Druido L.: «Ah-eh. Hai sbagliato.»
*Deo: «Che ne dite se usiamo la mia bussola?»
*Durango: (Fa uno sgambetto a Deo)
*J.T.: «La bussola si frantuma in mille pezzi, anche se cade sulla sabbia.»
*Deo: «Ehi, ma come mai la bussola si è frantumata anche se è caduta sulla sabbia.»
*Druido L.: «Eh, si tratta di un semplice teorema di calcolo numerico, che ne ha determinato la rottura. Avevi una probabilità su 8 milioni che non si rompesse, cosa posso farci se sei sfortunato ai dadi.»
*Deo: «Ma non ho tirato il dado!»
*Il Bardo, Durango, E.R.I.K.A.: «Eresia!»
*Druido L.: «Oh, oh, oh, dovresti saperlo che in QUESTO caso solo IO posso tirare il dado (oltre a Durango ed a E.R.I.K.A. ovviamente). -300000 PX. +1000000 PX a Durango perché ha detto che è un'eresia.»
*E.R.I.K.A.: (Minacciando di inculare il Druido) «E a me?»
*Druido L.: «Perdonatemi padrona, +2000000 PX a voi.»
...
(Continuare ad libitum fino ad esaurimento scrotale)
(Composto dal "Re" - 2000)
IV. Il Massimo del satanismo
-Io, Joe Turner, autorizzo Lemon Saga a diventare una biografia di Denis Martucci-
-Assolata alta Val di Susa, piana di Savoulx-
*Joe Turner/Narratore (voce da annunciatore televisivo): «Il sole nel cielo è una palla di fuoco, sarà mezzogiorno? Un uomo di mezz'età si dirige verso l'unico negozio di Savoulx, il bazar di Giorgio Francou.» (Colonna sonora: musica anni '50 stile Nilla Pizzi)
*Ivanoe Scavinou (voce alla Pippo): «Yup, qui sì che è tutto come una volta, non ci sono quei giovinacci metallari con capelli lunghi ed orecchino!»
*J.T.: «Improvvisamente la musica di Nilla Pizzi cessa e il tranquillo paesino di Savoulx si riempe di musica metal pompata a volumi insostenibili. Quattro tizi nerboruti che cavalcano Harley-Davidson arrivano a tutta velocità e fanno una sgommata assurda davanti al bazar di Giorgio Francou.» (C.s.: Wheels of fire dei ManOwaR)
*Joey DeMaio (voce alla Eric Adams): «Hey, you old asshole, back off or I'll kick your ass!»
*Ivanoe Scavinou: «Aiuto, sono arrivati i giovinastri!»
*J.T.: «Detto questo Ivanoe se la dà a gambe e compare sulla scena un giovane vestito troppo da satanista» (Maglietta nera con scritta in rosso "satana è bello". Da notare che la parola "satana" è stata stampata sopra un "gay" ormai cancellato).
*Druido Libidinoso (voce alla Butt-head): «Uh, ma voi non pompate niente, tu Joey DeMaio canti come James Hetfield ultima maniera! Io ascolto solo più i S.O.D. (Signols Of Death).»
*J.T.: «Pronunciata questa frase altamente satanica si apre uno squarcio in cielo da cui esce una pietra nera fredda al tocco.» (C.s.: The number of the beast degli Iron Maiden)
*Il Bardo (voce alla Beavis): «Capo, sono troppo scosso da questa visione, mi ritiro in meditazione nel cesso del bar "Colibrì" (azione da 2000000 PX!)».
*Druido Libidinoso: «Come!? Pietra nera, fredda; colonna sonora "The number of the beast". Sì, satan rules» (lo dice facendo finta di suonare la chitarra tambureggiandosi il petto)!
*J.T.: «Dalla pietra nera esce Bruce Dickinson seguito da Denis Martucci» (C.s.: Rime of the ancient pipistril dei Signols Of Death).
*Duke (voce alla Berlusca): (mettendo una mano sulla spalla di Denis Martucci e facendo il gesto del pollice alzato con l'altra) «Anch'io voto Denis Martucci!»
*Bruce Dickinson (voce alla Bruce Dickinson): «Scream for me Savoulx. Rime of the ancient pipistril» (stile Live after death)!
*Denis Martucci (voce sepolcrale e satanista): «Druido Libidinoso, ti abbiamo (pluralia majestatis) riconosciuto come l'uomo più vicino a satana, ora però dovrai dimostrarlo.»
*J.T.: «Denis Martucci genera un bicchiere di latte e menta, la blasfema bevanda che i consacrati a lui usano come incenso e fonte di sostentamento.» (C.s.: Inno a Martucci dei Signols Of Death (di cui gli Emperor hanno fatto una cover))
*Denis Martucci: «Bevi dal mio calice e vivrai, Druido. Ora conta i tempi che Pimm (batterista dei Signols Of Death) riesce a tenere sulla sua batteria.»
*Druido Libidinoso: (incrociando le braccia con le mani che fanno le corna, in un tipico gesto metallo-satanico) «Potentissimo, la menta mi mostra la via: 40, 60, 123 tempi tenuti da Pimm!»
*Denis Martucci: «Non mi sbagliavo, tu sei il prescelto, che la menta mostri la via al consacrato.»
*J.T.: «Il diabolico Denis Martucci evoca una legione di Puchu» (C.s.: Episode 666 degli In Flames)
*I Puchu (voce come Pikachu): (malvagi pika-demoni fatti come degli orsettini manga alla Pikachu. Gli compare in testa un cappuccio nero molto satanista.) «Puchu!»
*Ferrushin (voce come Nabeshin): «No, no, noooo, sono troppo carini!!!»
-Sarà la fine del mondo? Ah, ah, ah, ah (urlo in quattro tempi)-
(Composto dal "Re" - 2001)
V. Spot
-Raiuno, ore 14:03-
*Ti senti malvagio, vuoi darti ai sette peccati? Pocket Satanism! Quando il bisogno di fare il male chiama, Pocket Satanism risponde. Pocket Satanism, l'unico manuale del giovane satanista ora in versione tascabile. Acquistalo ora, diventerai un inceneritore di chiese, parola di Denis Martucci. A chi lo compra entro giugno, il poster di Pimm in omaggio!
-Retequattro, ore 11:10-
*Giorgio Malebolgia: «Bentrovati, amici telespettatori, per un offerta irripetibile di Shopping Club!»
*Natalia Efferata: «Sì, amiche e amici, a sole 666mila lire un'intera batteria di pentole firmata "satana"!»
*G. M.: «Eh, sì, perché come dice il proverbio: "Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi".»
*N. E.: «Cosa aspettate allora, suicidatevi e venite qui, all'inferno, l'offerta è valida solo fino all'Apocalisse!»
(Composto dal "Re" - 2001)
VI. Satanic Avenger
In una tranquilla, ma tremenda, mattinata di luglio Il Bardo si apprestava a far visita, su ordine supremo di Durango, a sua eccellenza Akire (Quiz: Chi si nasconde dietro questo nome, se lo indovini, vinci Pocket Satanism + Menta Fabbri).
*Il Bardo: «Salve padrona, sono qui...»
*Akire: (Colpendolo con una frusta a cui sono annodati degli stiletti) «Sei qui per compiacere i miei capricci, feccia!»
*Il Bardo: «Sì, mi percuota ancora!»
*Akire: «Già che ci sono ti presento un nuovo abominio, la Strega minore, essere generato dalle mie perverse cellule di shemale.»
*Strega minore: «Sono io il capo qui!»
*Akire: «Dimostralo, sgualdrinella!»
*Strega minore: (Lega Il Bardo al letto di chiodi (acquistabile da Auchan)) «Bene, gli toglierò l'anima e ne farò un non-gay-morto.»
*Akire: «Nessuno è mai giunto a tanto!»
*Warrel Dane: (Apparizione celestiale, 200° Livello) «Is this the american justice?»
*Il Bardo: (Ritrova la sanità mentale in punto di morte) «Noooooooooooo! (Pedro-style)»
*Druido Libidinoso: «Sì, è troppo realistico che Il Bardo muoia per diventare tuo schiavo, Strega minore!»
*Strega minore: «Ua, ah, ah, ah (satan laugh), nessuno può fermare il mio potere, neanche una pellicola di lattice (cosa avrà voluto dire, Puchu?)!»
Quando tutto sembra perduto le finestre del covo di Akire si sfondano e, in una capriola, entra la S.S.D.O. (Squadra Speciale Disinfestazione Omosessualità).
*Duke: (Eterosex di valore, con all'attivo più di 50 rapporti. Imbraccia un decespugliatore special (Acquistabile da Auchan). Indossa la t-shirt "divieto di comunismo". (Acquistabile da Auchan)) «Arrenditi Akire, siamo qui per liberare Il Bardo e Torino dalla tua dittatura comunista-omosessuale-antiglobalizzazione.»
*Ferrushin: (Altro eterosex molto valoroso, non sopporta i rapporti orali. E' vestito come Nabeshin. E' armato di fascio littorio ed è vestito come Lupin III) «Sì, con gli insegnamenti del libro sacro "Liberiamo il duce" (Aquistabile da Auchan) avremo ragione di voi omosex.»
Sta per iniziare uno scontro epico, ma un pentacolo di menta Fabbri si illumina sulla fronte del Druido Libidinoso.
*Druido Libidinoso: «Cosa mi succede?»
*Denis Martucci: «E' ora, figlio mio, sorgi nelle tenebre.»
*Satanic Avenger: (E' la forma mutata del Druido Libidinoso) «Ua, ah, ah, ah (satan laugh)! Potentissimo, sono IO il massimo del satanismo. Nel mio regno di tenebre tutti quelli che non conoscono a memoria i demo degli Emperor dovranno morire!» (Sfodera la spada sconsacrata "Satanic blade of the crucifix" e lancia un fendente di pura oscurità)
*Duke: «Oh, cazzo, presto saliamo sul Messia (la macchina del Duke) abbiamo solo 10 secondi per fuggire, prima che Torino imploda e diventi una parte del Pandemonio in mano a Martucci!»
*Ferrushin: «Basteranno, se usiamo il pipistrillo special.»
*Duke: «Ok! Ihhhhhhh!» (Fa un pipistrillo)
*Akire & Strega minore: «Arghhhh! Non finisce qui, ci rivedremo!!!!»
(Composto dal "Re" - 2001)
VII. Neo Torino 666
Terra, 2001, il sole nel cielo è una palla di fuoco, sarà mezzogiorno? Un uomo solo si aggira per le steppe desolate di Neo-Tok... Neo-Torino 666. L'opera di distruzione del Satanic Avenger è ormai stata portata a termine. L'uomo in questione, sfinito, entra nella locanda "La fanciullina allegra". (eh, io devo stare con la fanciullina, blblblblah!) Incurante del tiro avverso su d100 (master of the role - Intonazione alla Burzum) si appoggia al bancone.
*Saracinerchia (maschio, 21 anni, uguale a Lorenzo Lamas, ma con atteggiamento da Kenshiro/Axl Rose e abbigliamento da "el hombre in nero"): «Ehi Johnny, versami un tritacazzi!» (versione post-holocaust/satanista del "tritabudella")
*Johnny il barista a.k.a. Il famiglio del sedere (eh, le bestie grame non muoiono mai, come dice l'adagio piemontese): «Sì capo, sei troppo fico capo!»
Dicendo questo il barista/famiglio muta in un non-morto (male!!! Il Papa è un lich!) e attacca Saracinerchia. Saracinerchia risponde con un critico, non lasciando tempo al satanico master di consultare la tabella alla pagina 69 di Master of the role. (puchu!!!) Il famiglio del sedere finisce a gambe all'aria con il "tritacazzi" nel sedere. (uhi!)
*Saracinerchia: «Ehi, ora facciamo a modo mio, si spara e si spara per uccidere.» (frase random da film americano)
Il prode Saracinerchia lascia il locale, ormai infettato dal satanismo (male!!!), e si dirige verso una strana costruzione che emula la Mole Antonelliana, ma in realtà è una piramide. (sì, sono simboli magici, gli antichi egizi erano satanisti ante litteram, viva Set, grande dio-serpente!) Un uomo sta trascinando un'enorme statua di Pymm, (duce e batterista dei Signols Of Death) suda copiosamente e viene frustato dagli sgarri lì presenti.
*Druido libidinoso: «Sì, soffri Duke, tu che hai osato sfidare me, sommo duce del realismo, ora coronerai il mio monumento!!!»
*Duke: «Oh, cazzo!» (gesto teatrale Dukes di incazzatura)
*Saracinerchia: «No, Duke, ti salverò!»
Saracinerchia scala SOLO di POTENZA la piramide e raggiunge il Duke, ma prima che lo possa aiutare e liberare dai vincoli il Druido Libidinoso trafigge il suo nemico con una VERGA HORADRIM.
*Duke: «Saracinerchia, sto morendo ma non ti preoccupare, anche se muore il Duke c'è sempre il Dukes, che resusciterà il Duke.»
*Ricky Zanatta: «Minchia, porca puttana, non ho capito un cazzo!»
*Saracinerchia: «Ehi, druido, curami!»
*Druido Libidinoso: «Adesso piantala Saracinerchia, non mi rompere le palle!»
Il silenzio cala, i muscoli di Saracinerchia esplodono SOLO di POTENZA, nell'aria riecheggia la canzone "YOU WA SHOCK" tratta dalla colonna sonora di Hokuto No Ken.
*Saracinerchia: «Cosa hai detto? Io non mi sono mai permesso di parlarti così e tu mi dici "non mi rompere le palle"? Minchia, ti scasso di botte! ROTTWEILER POWERFUL THOUSAND HANDS EXECUTION!»
*Druido Libidinoso: «Uhi! Tiro dado da 30. 2, non è realistico! E poi Edo è il caos che non mi permette di stare con la fanciullina. Denti (rotti) time, potentissimo!»
*Saracinerchia: «Ti ho detto che ti avrei risparmiato la vita? Ti ho mentito!» (frase random da film americano)
-Dungeon Master: «Il Druido Libidinoso soccombe sotto il colpo segreto di Saracinerchia. Ok ragazzi, sono 666000 Punti Esperienza, da dividersi per il numero dei demoni che riposano nel Cocito.»
(Composto dal "Re" - 2001)
VIII. Inner sanctum
*Saracinerchia: «Ho vinto, Satanic Avenger, sei SOLO carne morta!» (Punta il dito Jagibonz style)
*Druido Libidinoso: «Folle...» (Eco che si spegne fiocamente con distorsione growl)
-NeoTorino666 viene riportata alla condizione precedente alla Satanic Explosion. (ripeti la parola 6-7 volte e poi esplodi di potenza) Ormai il Druido Libidinoso è stato dissolto, ma dalle sue ceneri sorge l'alba del male.
*Satanic Avenger: «Ah, mi desto a nuova vita, per la seconda volta. EVIL! ALL WITCHES FLY TO ME (vobiscum satanas...)!»
-I campioni dell'Avenger prendono vita e il Bishop Of The Lost Souls si presenta al Maestro.
*Bishop Of The Lost Souls: «Sire, per tornare alla nostra Terra Promessa dovremo prima cancellare dal ventre del Pianeta i custodi di ciò che è chiamato sacro.»
*Satanic Avenger: «Stai parlando dell'ordine dei salesiani?»
*Nah'ih'kehah: «E' esatto, Pimm lo vuole, per Signols, il sacrario dell'Ordine dev'essere sconsacrato.»
-Nel frattempo, in Norvegia...
*Pimm (stregone del male): «Maleeea (just a little Pelù-style); vobiscum satanas; la giovane ragazza mia; il caos che mi limita, il caos che mi salva; evil master of the roles; blblblblblah!» (Formula di un sortilegio)
*Shahin (generale del male): «Mhhhhhhh (gutturale)! Satanismo. Bene, anzi, male! Dobbiamo riportare il regno delle tenebre nella prefettura T della città T.» (Torino per gli amici, Turin per tuti gli amis del vej Piemunt)
*Thammos (guerriero del male): «Un inviato di Pimm, Nah'ih'kehah, è già in quel luogo, vedo una battaglia...»
-Liceo Valsalice, ultima roccaforte dei chierici salesiani. Gli anziani scongiuratori salesiani stanno mandando al massacro gli accoliti (studenti), che sono falciati dal potere della "satanic blade of the crucifix".
*Satanic Avenger: «Die, by my hand. I creep across the land, killing last born salesians!»
*Demone Ferrushin (Satanic Avenger l'ha resuscitato in questa forma, che per altro era già la sua vera natura da vivo): «Only the good die young, only evil LIVES forever!»
-Dicendo questo il Demone Ferrushin estrae dal fodero un oggetto di grande potere, un tempo giacente nelle perdute sabbie del deserto d'Egitto. Si dice che anche i faraoni si fossero prodigati per averlo, ma solo i nati nella tenebra godono del privilegio di poterlo usare. Una VERGA HORADRIM! L'incantesimo della verga (mhh, che bello. D.D. The Lemon!) spazza via i giovani salesiani. Un cavaliere templare salesiano scende in campo.
*Salesian Knight: «Satanic Avenger, per la forza del sacrario, sia tu benedetto. Scongiurazione!» (Formula sacra salesiana)
*Bishop Of The Lost Souls: «Non puoi fermarci. Inno a satana - Signols of Death live - True Norwegian Black Metal.» (Rituale per lanciare l'incantesimo clericale "The loss and the curse of pipistril")
-Il Valsalice, di fronte ai fulmini venefici della Norvegia crolla in una risata neo-pagana e il duce del male si prepara a finire gli anziani scongiuratori salesiani.
*Satanic Avenger: «Vecchi, la vostra magia non vi salverà, uscite da quella cappella. Ormai "alea iacta est"!» (pompo!!!)
-La confraternita del male irrompe nel santuario, ma i tre anziani sono trascesi in spettri, non sostenendo il potere di Nah'ih'kehah, che li ha attaccati con circa 150000 tempi (suonati con le due bacchette Ebony & Ivory).
*Antico Salerafam (Gran Maestro salesiano): «Ah, sto morendo. Ma giungerà qualcuno che non potrai sconfiggere, o Satanic Avenger, i nostri spiriti l'hanno richiamato.»
*Nah'ih'kehah: «E chi? parla prima che ti assorba, spettro!» (voce acutissima che spacca i vetri e i timpani)
*Antico Salerafam: «Si tratta... del Clan dei Gesuiti.»
*Tutta la confraternita del male: «No, com'è possibile, dovrebbero essere stati distrutti 666 anni fa da Pimm?!?!?»
(Composto dal "Re" - 2001)
IX. Tribute to the past
Carne e sangue... e acciaio. Pugni come martelli riempiono il cielo. Questa è Neo-Torino 666, questo è il dominio del Satanic Avenger...
*Satanic Avenger: «Terra: corpo. Acqua: origine della vita, origine abissale. Aria: veicolo del pensiero, via per l'elevazione. Fuoco: consuma e vivifica, dona e distrugge, vera forma del divino. Dei senili, avrò il vostro potere.»
Detto questo il Satanic Avenger si lascia cadere in un itinerarium mentis e varca le "Ivory gates of dream" (Varco dell'ego). Rivede se stesso nel passato, rivive ciò che era stato rimosso.
E' un mattino di Novembre, il Druido si trova a discutere di musica con il suo grande amico Naikea.
*Druido: «Che ne dici dei Dream Theater?»
*Naikea: «Gran gruppo, Portnoy è un maestro per un batterista come me, però, come farò a raggiungere il livello di tempi che lui è in grado di fare?»
I due si salutano e Naikea torna a casa. Entrato nel suo appartamento, trova una strana persona nero vestita che suona la sua batteria. Il numero di tempi che riesce a fare è impressionante e non mostra il minimo segno di fatica.
*Pimm: «Questi sono solo 400000 tempi. Il tuo caro Portnoy si ferma a 800000, prova questo adesso!»
Pimm raggiunge gli 850000 tempi e distrugge in una conflagrazione a croce rovesciata l'intero isolato.
*Pimm: «Ho limitato il mio potere, e guarda cosa ho fatto. Vuoi anche tu questo potere?»
*Naikea: «Sì, ti prego, insegnami a suonare così la batteria!»
*Pimm: «Sei troppo giovane per andare oltre i 300000 tempi, inoltre avresti bisogno di due artefatti per una maggiore potenza. Io mi servo del Mjollnir di Thor e della Grugnir di Odino.»
*Naikea: «Dammi questa abilità, ti supplico!»
*Pimm: «Bene, tira questi dadi allora.»
Mentre il viso di Pimm si contorce in un ghigno malefico Naikea tira un d100 "Evil master of the roles" e ottiene 45. Il ragazzo si trasforma in una creatura demoniaca di grande potere e gli vengono affidate le due bacchette "Ebony & Ivory".
*Pimm: «Ah! E' realistico! Rinasci nel male, ti chiamerai Na'ih'keah!»
Il giorno dopo Na'ih'keah incontra il Druido.
*Druido: «Naikea, ti ho cercato via telefono, ma nessuno rispondeva, cos'è successo?»
*Na'ih'keah: «Tu non sarai più come prima. Questo mondo cambierà, Pimm me l'ha rivelato.»
*Druido: «Pimm, il batterista dei Signols Of Death!!!??? Come hai fatto ad incontrarlo?»
*Na'ih'keah: «Tira questi dadi, e vivrai in eterno. Diritto di vita e di morte su ogni essere vivente ti sarà concesso!»
*Druido: «Che strani, hanno dei teschi al posto dei numeri. Ok, vado.»
Il Druido tira il d100 e ottiene 100.
*Na'ih'keah: «Come è possibile? E' così realistico da non esserlo! Ma tu sei...»
Il Druido viene coperto di pentacoli e la sua essenza si tramuta in quella dell'Adamo delle tenebre, il salvatore di coloro i quali errano nel cupo ventre uterino dell'Abisso...
Il Satanic Avenger riprende coscienza.
*Satanic Avenger: «Ora ho capito. Mine is the grandeur of melancholy burning.»
(Composto dal "Re" - 2002)
X. Tyranny of the Lemon Master
Neo-Torino 666, una massa incandescente di carne, metallo e limone. Un uomo solitario si aggira tra i residui della civiltà, spazzata via dal Satanic Avenger.
*Saracinerchia: «Quanto sangue... Tutto perché non mi ha curato. Cazzo se lo trovo gli spacco le ossa! Ma adesso devo capire chi sono questi strani "Cavalieri del Limone".»
Il prode decide di esplorare la zona torinese dove un tempo sorgeva il quartiere di Cavoretto. Stranamente il quartiere non esiste più nello spazio fisico, come se fosse stato annullato a livello atomico.
*Saracinerchia: «Che strano, sembrerebbe un buco nero. Però se così fosse dovrei essere annullato dalla sua enorme forza di gravità...»
Dall'antimateria fa capolino un bizzarro showman vestito come Elton John nei suoi giorni più C.K. sei gay.
*D.D. The Lemon: «Esatto, è un buco, ed è anche nero, ma non è un buco nero.»
*Sgnorli (Alzando il braccio destro ed indicando D.D. con il dito): «CHI SEI TU?»
*Saracinerchia: «Porca puttana Sgnorli, mi hai rubato la scena! ROTTWEILER QUICK PUNCH!»
Sgnorli viene colpito al volto e torna nel passato, da dove era giunto per fare la classica domanda ricorrente negli rpg.
*D.D. The Lemon: «Mmhhhh. Che muscoli, e che fico! Devi sapere che questo cancello dimensionale è una porta per un altro universo, il mondo di RAENTIO, la terra natia dei Cavalieri del Limone.»
*Saracinerchia: «Cosa? Dunque è questa l'origine della magia degli agrumi, il Lemon Power?»
*D.D. The Lemon: «Esatto. Un giorno saremo noi a controllare Neo-Torino 666. La fragile dittatura di Pimm sarà soverchiata dal Lemon Power.»
*Saracinerchia: «Chi c'è dietro a tutto questo? Chi controlla il Lemon Power?»
*D.D. The Lemon: «Come sei ingenuo bel moro. Ma è RAENTIO, colui che per te un tempo era come un fratello. Lui e il buco sono una cosa sola ed io sono una sua creatura. L'esperimento K.I.A.R.A. si è concluso ormai!»
*Saracinerchia: «No! (Intonazione: Schwarzenegger) Che ne è stato del Difensore Eterosessuale, Ricky Z?»
*D.D. The Lemon: «E' prigioniero nel buco, si rifiuta di collaborare, ma presto il polimarfismo contaminerà anche lui.»
*Saracinerchia: «Maledetto. Ti sconfiggerò, entrerò nel buco, salverò RickyZ, redimerò RAENTIO e mi farò la bella prigioniera!»
*D.D. The Lemon: «Mi dispiace per te, ma la classica bella prigioniera da salvare non sarà tua. Questo non è un film, questo è il mondo di RAENTIO e la donna che troverai è una Lezbo di X livello.»
Saracinerchia, accecato dalla furia si lancia all'attacco di D.D. Colonna sonora: tecnicismi neoclassici esasperati dei Symphony X.
Saracinerchia: «Prendi! ROTTWEILER POWERFUL THOUSAND HANDS EXECUTION!»
D.D. The Lemon: «Sì, lo prendo tutto. GEORGE MICHEAL WIDE SPREAD.»
Saracinerchia: «No, incredibile sta assorbendo tutto il mio potere.»
D.D. The Lemon: «Uh, uh! Caro bel moretto mio, tra poco il diagramma di fase polymarph si invertirà e l'attacco omo ti renderà schiavo di RAENTIO. Lasciati andare, vieni, dai!»
Saracinerchia sta per soccombere quando, volgendo lo sguardo al cielo vede il volto del Dukes.
Saracinerchia: «Duke, non eri morto?»
Dukes: «No, sono il Dukes. Fatti forza, un grande potere riposa in te, devi risvegliarlo.»
Saracinerchia: «Ci sto provando, ma ormai D.D. sta per avere accesso alle retrovie e se ci riuscirà sarò finito. (Uhi!)»
Dukes: «Devi rimembrare il Codex T.J.! Quella è la chiave!»
Saracinerchia: «Certo, il Codex T.J. Ahhhhhh!!! Sa..ya..ka Yoshino!»
Un'esplosione di luce investe Saracinerchia e l'icona sacra di Sayaka Yoshino gli rivela il vero potere della Scuola Rottweiler.
Saracinerchia (Stessa posizione di Crystal il cigno contro Aquarius): «In nomine tuo Duke & Dukes! ROTTWEILER POWERFUL MILLION HANDS EXTINCTION!»
D.D. The Lemon: «Nooooooo! Il Lemon Power sta svanendo! AHHHHHHH!»
Una scala di pietra che conduce all'interno del buco si materializza nell'aria.
Saracinerchia: «Sto arrivando Ricky, aspettami. Ti tirerò fuori di lì e insieme resusciteremo il Duke con il True Metal.»
Cala il tramonto sulla città in rovina...
(Composto dal "Re" - 2002)
XI. Resurrection shall be pure
Era un'altra brumosa giornata... a NeoTorino666... il mortale silenzio era interrotto solamente da un lieve ticchettare sulla tastiera... presso Cavurett...
*Joe Turner: «Ma quanto pompa Chrono Trigger!!! Sto per fare un nuovo record... questa volta riuscirò a finirlo in 34 minuti e 56 secondi!!!»
Quando improvvisamente l'Eletto dall'Apostasia chiamò lo Skeletron...
*Eletto: «Ehi... il Conte Massimo sarà presto di ritorno... con la seicentocinquantaquattresima versione delle Black Metals lyrics! Quanto pompa!! Pensa, ha cambiato l'ombreggiatura del titolo!!!»
*Skeletrone: «Humm... humm...»
*Eletto: «Skeletro, abbiamo comprato i biglietti sbagliati!!! Non dovevi scegliere Il Signore dei Piselli...»
*Skeletrone: «Dannazione, sai che lavoro ventotto ore al giorno... ho mandato il Famiglio del Sedere...»
*Coro (Ierofante, Joe Turner, Conte Massimo): «MAALLLEEEE...»
In una remota galassia... verso l'atlantico...
*Satanaele: «Morite tutti felloni!!! Ho appreso la tecnica dello ierofante: per diventare imbattibile ad Unreal 2003 si deve giocare per seicentosessantasei giorni senza pausa... Adesso non avete più speranze, miei coinquilini!!!»
*Coinquilini: «Nada... imbécil!!! AAAHHHRGHHH...»
Ancora a NeoTorino666... qualcosa turba la quiete di Joe Turner... un messaggio di posta...
*Joe Turner: «Oh, finalmente! Le foto di Sally Yoshino del Pelato... Cosa?? Polimarfismo??? No: un virus di contaminazione comunista! Mi ha bloccato Chrono Trigger!!!»
-inizio messaggio-
Salve ragazzi, questo weekend torno a Torino.
Organizzatemi qualcosa! E fatevi sentire!!!
EDO
... okkupiamo la rete! Lotta mediatika!
-fine messaggio-
*Joe Turner: «Qui ci vuole la Strega Minore!!!»
*Strega Minore: «Uffa! Uffa! Uffa!»
Joe Turner: «No... gli manderò il Famiglio del Sedere!!!»
Ma qualcosa si agitava, non lontano...
*Ierofante: «Chaos, di una mente khaotica nella trasumanazione dell'essere! E per la Nerchia Horadrim: il Pelato mi ha rubato la tecnica segreta. Giuro sull'erezione di Dennis Martucci che me la pagherà!»
E dopo qualche tempo... in una sala buia ed ansimante...
-proiezione-
Il Signore dei Piselli
Il ritorno del Fallo
...
...
-fine proiezione-
(Composto da Federico Matta - 2003)
XII. The black gate
Silenzio e desolazione. Non un filo di vento. Il prode Saracinerchia, giunto oltre il Buco, si appresta ad una ricognizione, alla ricerca del fraterno amico Ricky Zeta.
*Saracinerchia: «Dove sei? Ricky! Se non esci fuori ti ammazzo!»
All'improvviso, un coro di Supplizianti Limoniaci.
*Supplizianti: «Brock Lesnar pompa più di te. Bench press 190 Kg di potenza. Brock Lesnar pompa più di te. Hai torto, il tuo cane ha morso il giornalaio...»
*Saracinerchia: «No, io sono più potente e avevo ragione: è il giornalaio ad aver sbagliato a mettersi contro il mio cane! Nessuno può battere il mio muscolo sovrano!»
*Supplizianti: «Brock Lesnar pompa più di te...»
*Saracinerchia: «L'avete voluto voi. Bilanciere Power Up! Creatina, eritropoietina, ormone della crescita, steroidi anabolizzanti, a me!!»
Il nostro eroe diventa enorme, ma così enorme che è quasi sull'orlo del collasso. I Supplizianti, con i loro volti contorti in un perverso ghigno sardonico e grondanti limone, si fanno beffe di lui.
*Supplizianti: «Ah! Sei caduto nella nostra trappola. Ora l'assicurazione non ti pagherà i danni provocati al giornalaio morso dal cane e tu sarai vittima di innominabili pratiche erogene!»
Circondata di fuoco dorato (limone di Sicilia) compare in tutta la sua terribile magnificenza la Padrona Sissi, splendida regina del tetro bosco.
*Sissi (Cock stealer girl): «Dite bene, miei Supplizianti. E ora, con il potere del Boschetto sarai giustiziato, Saracinerchia. Cock Theft!»
*Saracinerchia: «No, il migliore amico dell'uomo mi è stato portato via. Dov'è?»
L'elefantino di Saracinerchia viene saldamente afferrato da Sissi, che lo ripone nella sua Borsa Divorante. I Supplizianti assumono la forma di due ben noti Gei.
*Fifone: «Zughiem a bil bol bul, ti col caz e mi col cul?»
*Lisippo: «No, zughiem a pi col mazz, ti col cul e mi col caz!»
*Saracinerchia: «No, il mio potere magico sta svanendo.»
*Sissi (Cock stealer girl): «Sei in mio potere ora. Fifone, Lisippo, l'elefantino del potere è vostro!»
*Fifone/Lisippo: «Grazie Padrona. Yum, goloso, andiamo a piantarlo nel Boschetto!»
I due Gei piantano l'elefantino nel Boschetto della loro fantasia. Un giorno da questo seme nascerà uno dei famosi tronchetti, su cui i due Gei irrimediabilmente cadono rischiando ogni volta il perineo.
*Fifone: «Ma fa un po' male, Calippo!»
*Lisippo: «Ma no, Ombrellone, gusta questo bel golosone!»
Sarcinerchia viene tenuto dunque in cattività nella magione di Sissi. Solo un uomo può ora salvarlo.
*Polabanfa: «Eh, io sono come un pornoattore, riuscirò a far godere per (+infinito) ore anche Sissi. Ho un elefantino enorme e con me Clito Ride a crepapelle. E posso anche far sternutire il mio elefantino a comando quante volte voglio.»
*BigOne: «Perché pompare pompa!»
Il destino oltre il Buco è nelle mani della banfa più togia...
(Composto dal "Re" - 2004)
XIII. The pipistril island
La cerchia della Manovella si era riunita nei pressi del Parco Europa...
*Satanic Pornostar: «Basta ragazzi, voglio diventare come Rocco!!!»
*J. T. D. D. D. Lemon: «Fidati, meglio la masturbazione anale scrotale! Altro che Tourus...»
*Piselluccio: «Hu... eh... che potenza... ah... io preferisco il Cannone Flack!»
*Satanic Pornostar (determinato): «Udite, mi sto seriamente allenando per poter bombare due ore senza neanche respirare... ed ho progettato un metodo assolutamente efficace.»
*Io Pompo: «Eh, tu credi di pompare, ma io pompo più di te... e dopo QUATTRO ore sono venuto OTTO volte!»
*J. T. D. D. D. Lemon: «Ragazzi, non fate così i romantici.»
E sul più bello della discussione, ecco arrivare un tipo losco, profumato al limone, che si introduce bruscamente...
*Saracinerchia: «Ehi voi, se non mi dite come fate, vi spacco la faccia!»
*Anael: «Secondo me è tutta una questione di piselli colorati. Se vuoi saperlo, ci sono anche al gusto di papaia e merda verde!»
*J. T. D. D. D. Lemon: «Io propongo di fare un mega pipistrillo all'Hard Nordic Inseminator, cantando in coro il richiamo della passera!»
*Satanic Pornostar: «Siate seri ragazzi; mi sto riferendo ad un allenamento intensivo di resistenza, ottenibile con diffusi gadget giapponesi. Dopo un giro in un negozio attrezzato, ci si rintana nel buio della propria cameretta e si pompa duro.»
*Coro: «Eh sì, dio bestia, prendi Sbubbhouse e giù di manovella!»
Proprio mentre la risoluzione stava per essere unanimemente accettata...
*Io Pompo: «No, voi non capite e ve lo spiego io: basta installare l'emulatore per Penis Station e venire a comando!!! On: ahhh... uhhh... poi off: ... capito?»
*Anael: «Ma si può utilizzare anche nel bosco dei tronchetti?»
*J. T. D. D. D. Lemon: «Che cosaaa??? Ti piace il cazzo??? Uhhh...»
Ma ecco che ad un tratto, un forte tifone sconvolge il consesso ed una voce tonante irruppe coprendo le altre...
*Hard Nordic Inseminator: «Quassù al nord si vive di solo pesce e le donne si lasciano deflorare libertine, il gelo tempra i falli e le notti invernali acuiscono gli orgasmi... Sappiate, miei compagni della Manovella, che non vi è altro limite che la resistenza dei letti!»
*Coro: «Oh sommo appagatore di fanciulle, la tua parola è legge: verremo anche noi al nord per diffondere il nostro seme e seguire il segno della topa!»
(Composto da Federico Matta - 2004)
XIV. Letter to the Unholy
Sua Maestà Denis Martucci,
forse lei non sa che presto potrà essere incoronato Re del Terrore, nonostante la terribile decadenza di Torino: avrà il potere ma regnerà nell'oscurità, come i Maghi Neri.
Le parole di Notradamus l'hanno già annunciato e le sinfonie del Nord l'hanno più volte confermato: nel mormorio della folle veggenza, il suo nome sta risuonando come un inno e lo Spirito della Notte attende un ennesimo King in Crimson.
Tuttavia, il suo destino si realizzerà solamente sei la Sua persona porgerà ascolto alle parole di Trym ed innalzerà sulla Mole il vessillo della Mano.
Dapprima una visione, In hoc signo vinces; poi una rinascita, Resurrection shall be pure! Lei potrebbe diventare il nuovo Costantino, se solo si prostrasse di fronte a Trym e divenisse l'araldo del Conte Massimo!
Il Male ha posato l'occhio su di lei... adesso tocca rispondergli.
La Mano di Trym
(Composto da Federico Matta - 2004)
XV. Lemon legends
Stop with the pussy's calling, start with a brand new Count Maximus song: "La maledizione ricadrà su chiunque varchi le porte di Neo-Torino 666 - It's the land of the wooden pussy!!"
La folla maschile, inibita dalla lunga astinenza, procedeva in una danza ipnotica: anestetizzata eppure bramosa. Ogni tanto si udivano voci per le strade di Neo-Torino, erano le suppliche dei martiri della WP. La gente implorava che il perfido regno del Buco avesse fine, ma RAENTIO così aveva stabilito: dopo l'esilio del Duca la città sarebbe stata maledetta dal limone, per volontà di IBETTO. (Famigli saltellanti ogni dove - Vero culto del Buco, con retro-stimolo golosaccio)
Il Negrus, vero padrone della city, incoronato a Porta Susa in NPLand, appagava tutte quante... e a noi? Si ballava la danza di Federica, nell'ostinato e struggente desiderio.
La speranza tornò, nella persona di un ragazzo biondo, dai modi impeccabili: degno erede di Siffredi, esimio collega di Rocco Barocco el bensinur ed Piasa Zara. Avanzava sulla mezzeria di Corso Vittorio, facendo piroette come Justin Timberlake.
«Spem, taaaaac! El Dukes is here baby, italian magic down to the naster!» Scolpito come una statua greca il Duca calcava il suolo italiano, le mura dei palazzi vibravano, il Buco tramava e IBETTO si insospettiva. «Questa è grossa, eh! Speeeeeemme, castigata Gioe!!»
Ed incredibbbole amici, i fiori spuntavano nuovamente al Valentino, il cielo risplendeva sulla Maddalena, il Po splendeva del sole più luminoso e le fanciulle aprivano i loro petali, celati nelle alcove del Negrus, come fiori profumati.
«E' intollerabile, che il Duke mi rubi così i punti-esperienza, tramutandoli in punti-ciulo!»
«Padruni, Padruni, lo troverò e lo sconfiggerò, per la gloria di IIIIIIIBEEEEETTTTTOOO!!»
«No, ho un'idea migliore: ci penserà il Buco».
E giù nella metropoli turineisa, il biondo Duca stava castigando due hostess, tre mamme e cinque figlie. «Questa è ancora più grossa, Gioe... Exclusive on www.dukeinthepornbiz.orgy»
«Hai finito di ciulare, Dukes. Io, RAENTIO, ti limonizzerò!» Un enorme limone oscurò il cielo ed Turin, sovrastando il Duke. «Lemonizer!! Out lemon, out!» Al suono di questa formula magica il limone irrorò Neo-Torino, mentre IBETTO si compiaceva dell'operato del suo apostolo.
«No, non può finire così! Io... io... io... SONO INVICIBILE!!»
Ed in Norvegia, nel Monte Trym, l'oscuro signore era turbato «Nooo, il Dukes sta convertendo il limone in punti-esperienza, per poi convertirli in punti-ciulo... Ma com'è possibile, dove ha trovato i punti-esperienza catalizzatori per dare vita all'incantesimo?»
«E' semplice, io possiedo il dono!»
«No un motore N2 generatore eterno di punti-esperienza... Com'è possibile!?»
Dal Buco, allo zenit del Limone, fa la sua comparsa il collega del Dukes: con muscoli alla Taricone, stile all'altezza di Pacelli e Vitagliano, attitudine da vendere, il Nacho Vidal del Piemonte. RAENTIO arretra, scomparendo dentro al Buco. «IBETTO, RAENTIO, arrendetevi: io Saracinerchia, ho portato al Dukes, grazie al Testamento dei Rottweiler, il dono oscuro. No more land of the wooden pussy. EEEEEEEEEEHHH, nasty, fuck baby, take it.»
«Non finisce qui, paladini della ciulata etero! Ci rivedremo!!»
(Composto dal "Re" - 2005)
XVI. The rise of the two children
Nell'antro di Sua Maestà "Il Duke", primo degli NP Children. Giunge un misterioso cavaliere, in sella ad un cavallo dal manto di ombra, porta i paramenti propri dei Children.
*Duke: «Chi osa varcare la soglia di questa dimora?»
*String: «Reclamo ciò che mi spetta, o primo nella stirpe di Lex.»
*Il Pagano: «Sacrilegio! Costui afferma di avere nelle proprie vene la benedizione del nero signore!!»
*String: «Così è, o fratelli. Vi fu un tempo in cui infransi la maledizione che affligge la capitale sabauda. Mia è la corona.»
*Duke: «Le tue parole sono veritiere, lo sento. Eppure ti richiederò una prova, cavaliere dalla spada di ebano.»
*String: «Questa mia spada è temprata da mille battaglie, non esiterò ad affondarla altrove.»
*Il Pagano: «Dovrai portar dalla nostra parte l'ultimo dei Children, Nerchia. Possiede il dono, ma si rifiuta di cedere al lato oscuro.»
*String: «Sarà fatto, nel nome di Lexington.»
Nel centro della capitale sabauda, durante una notte tempestosa.
*String: «Posso sentire il suo potere. E' certamente uno dei prescelti, il suo marchio è visibile.»
*Nerchia: «Chi mi risveglia? No! Il fato mi impone questa prova, nuovamente. Non cederò al verbo di NP, la mia strada porta alla luce!»
*String: «Sei della nostra genia, riconosci il tuo destino, Nerchia. Nel nome di Rocco Barocco Benzinaro, si sciolga il sigillo.»
*Nerchia: «Queste fanciulle discinte, questa somma tentazione... Il mio spirito è più forte, il vincolo di fedeltà è saldo, oscuro cavaliere.»
*String: «Desisti folle! Ti oscurerai per mano mia. In the name of Lex, gaze of the black Lord. The last revelation of the Niger: manifestation of negritudo. NEGRUS METAMORPHOSIS!!»
*Nerchia: «No... No... Devo resistere!!»
*Succubi: «Cedi bel giovane. Dischiudici lentamente...»
*Nerchia: «Ahhhhhhhhhhh!!»
*String: «Sì, lo vedo!! Il demone della caduta! Un nuovo child è nato!»
*Nerchia: «Mio è il lascito di Rocco. Venite a me, o fedeli di Raentio e Lapo, o sorelle di Sissi. Waves of pleasure!!»
*Il Pagano: «Il dado è tratto! String, ti sia concessa la corona!»
*Duke: «I quattro astri sono in cerchio. Il nostro signore, ucciso dalla Ladra di Falli, potrà rinascere.»
*String: «Eppure sento un fremito nell'oscurità, qualcuno insidia il nostro potere.»
*Nerchia: «La minaccia proviene dall'antica capitale dell'Impero.»
*Il Pagano: «La profezia, si sta compiendo! Nascerà nella Capitale colui che raggiungerà prima di venti anni il più grande potere. Costui sottometterà la Capitale Sabauda alla legge della propria arma, sconfiggendo i titani del passato...»
Nella Capitale dell'Antico Impero, di fronte ad un vetusto monumento: un ragazzo dai lunghi capelli neri circondato dalle proprie succubi siede su un trono.
*Darius the Great: «Il momento è vicino: imperi crollano, draghi cadono. La via verso il nord è aperta...»
(Composto dal "Re" - 2005)
XVII. The everlasting oration
«Compagni della Mano,
ascoltate il volere del Pagano, poiché è lui a decidere dove inviare noi emissari della Mano!
Come sapete, attualmente il punto nevralgico è Neo Torino 666, nel quale la dannazione della Passera di Legno è ai massimi livelli tollerabili. Così, menando il Diacono e lo Scheletro una lotta disperata, è stato deciso che anche il Famiglio debba raggiungerli e rinforzare indi le fila dei resistenti.
Il controllo delle fanciulle della Costa Azzurra resta quindi nelle sole mani del Conte Massimo. Il rischio di perdere il controllo di una zona a così alto "Potenziale Yeah" è presente, ma non si può lasciare Torino alle bigotte influenze dei Chirichetti Palestrati e Fighetti Pseudoattori.
Ite, miei prodi... e che l'aura pagana scenda dai boschi della Svezia su tutti noi.»
- Intervento dell'Inclito -
«Egregio Conte, permetti all'Inclito di esprimere tutto il mio supporto dalle terre dei vichinghi. Sappi che per te e la tua gente c'è sempre posto nelle mie terre nordiche per conforto e ristoro. Appoggio la causa di Neo Torino 666 pur non essendone afflitto direttamente e al rogo i Chirichetti Palestrati e i Fighetti Pseudoattori, piaga sociale dell'intero genere umano. Attendo con impazienza un nuovo video della Mano per trovare nuova luce verso la strada del Metallo, nel mentre ti porgo i miei più sinceri omaggi.»
- Fine intervento -
«O sommo Inclito, quanta nobiltà nelle tue parole!
Tutti noi riponiamo massima fiducia nel Pagano: sembra che il Famiglio sia stato inviato a Torino per mettere in pratica un complesso rituale, detto di Amena Dissolutezza, in grado di influenzare le menti e portare inestimabile amenità alle genti padane. Purtroppo non tutti gli elementi sono al loro posto, ma gli altri alfieri della Mano se ne stanno occupando. Sembra infatti che sia stato issato un mega schermo gigante sulla collina di Torino, nei pressi di Cavurett, ma non si sa ancora che cosa verrà proiettato...»
- Intervento del Diacono -
«La battaglia è perigliosa, ci cimentiamo in un duro agone con i nemici del vero metallo.
Eppure vi è luce sul nostro cammino, addirittura colui che è era caduto e rinato come dio denaro è stato purificato dal santo verbo del metallo. Vecchi eroi sono risorti, nuove armate marciano al nostro fianco...
Che Trym ci stia chiedendo di combattere l'ultima guerra, per una palingenesi?
Pagano, illuminaci con la tua sapienza ispirata dai freddi spiriti silvani delle foreste scandinavo-valsusine.»
- Fine intervento -
«Finalmente il mega schermo è stato issato sopra Cavurett e domina la città; la cerimonia dell'Amena Dissolutezza è prevista per il 14 luglio, data che verrà ricordata dai posteri come la Ribellione Taurinense.
Circolano molte voci riguardo all'utilizzo del mega schermo e quali proiezioni potranno debellare una maledizione così potente. Alcuni narrano che verrà reso omaggio al grande eroe della patria, Rocco, altri sostengono che soltanto l'ermetismo illuminato dell'ispiratissimo Mamoru potrebbe essere in grado di risvegliare le coscienze. Per quanto mi riguarda, non do credito a queste teorie: suppongo che il rituale richiederà un un intreccio più complesso, abbracciante lo scibile della potenza umana... ma non so ancora di preciso.
Per il momento, il Pagano mi ha affidato un incarico di somma importanza: assoldare un pirata dal nome altisonante, tale Pisellone, ed inviarlo in una cerca leggendaria: lui ed il suo equipaggio di limonauti infatti dovranno rintracciare una reliquia persa nel tempo, il Fallo d'Oro. Mi è stato accennato che tale artefatto sarà un elemento chiave per liberare Torino e portare a termine il rituale dell'Amena Dissolutezza. Oh Pisellone, librati: riponiamo in te tutte le nostre speranze...»
(Composto da Federico Matta - 2007)
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"Etra" si rifà nel titolo ad un termine letterario e desueto che indica l'aria. E' un ciclo forse ormai concluso, propendo per questa ipotesi. Il fulcro attorno al quale orbitano le poesie è la figura di Azumi, senhal che cela la bellezza e la purità più che una donna mortale. E' un itinerario di pellegrinaggio alla ricerca della luce candida e calda in una costante lotta di fondamentali opposti.
(Composto dal "Re" - 2002)
A. Motus primus
Falling from reality, into the void, the darkness of time...
Ove il mio cor riposa, sine cura.
Sileno, cuor matto, non t'appropinquare
A codesto loco d'affani pleno,
godiamo del vino, vino cangiante in sangue.
B. Motus secundus
O Bacco, celebriam d'Apollo la caduta
Che la ragion pura del vegliardo di Koenigsberg
S'inabissi nel nostro:
«Vortice, vortice, vortice
Vortice di follia candida
Vortice di sapienza atra
Che risuona nell'etra!»
Cadi anche tu, soffri anche tu
Non è tua la ragione,
Cos'è la ragione
Quando distrutta ne è la magione?
C. Motus tertius
Roberta, posso toccare i tuoi capelli (crin d'ambra terso e puro)?
Vedi, mi occulto e svanisco dietro a castelli di sabbia.
Tu, conservata come idolo e venerata nell'immaginario
Tu, divorata e mutata senza contatto
Tu, hai ora il volto di alieni lemuri d'oriente...
Tu eri, sei, sarai il...
D. Motus quartus
Cosa credete che sia l'ancora delle nostre
Esistenze in meriggio pallido e assorto trascinate?
Non sono i tuoi discorsi egoisti
Non sono i tuoi narcisisti
Non sono i tuoi edonisti
Non sono i tuoi utilitaristi!
Ma nel suo squilibrio vedo
Gli occhi di chi ha inteso
Come in uno specchio
Sono i miei occhi
O quelli di uno dei tanti
Che mi abitano
E. Motus quintus
Azumi, posso accarezzare il tuo crin atro
La luce che mi manca è il tuo buio
Vivi dentro me, come Giulia, Roberta, Sara, Ilaria...
Tu sei il SACRO.
(Composto dal "Re" - 2001)
(che culto della ripetizione)
SE oggi avessi UNA pistola mi SPAREREI...
-Cosa ti è capitato?-
SARA' che non ci sono portato
(alla vita)
Alla speculazione faccio capo.
|e non traggo un ragno dal buco|
Alle orecchie che con indifferenza colgono il mio messaggio voglio dire una cosa.
Quel che vivo è innaturale, fugato è l'equilibrio.
Ma la sua indifferenza, la sua arroganza, il suo egoismo, non mi portano frutti,
SOLO RaNcOrE.
Magister ludi che gaudio non appaga,
se in una tana un fuoco si consuma;
strepitando per ottenere più luce.
Disenchanted dreams
Of conformity under the law
of never ending CIRCLE OF PAIN
Break the circle, set me free, unlock my cage of repetition.
Azumi... Azumi... Aaaaaaazuuuuuumiiiii!
Vaghi in Cielo, versa qualche lacrima in Terra, ti prego. Origina il sacro, sacrificami in spirito, coglimi in fiamma, fiore sanguinante ti colgo nel reame di Morfeo. Dischiudo questi occhi /in fronte a me girandola di orrori orchestrata da chi si crede Dio/ voglio ancora il tuo scuro profumo.
!Fai sacra la mia Terra!
(Composto dal "Re" - 2001)
diamoci appuntamento
laddove le parole
cadono
Etra incolore, insapore, inodore, VUOTA.
Vuol darmi questo:
sbiadisco, sbiadisce
infernale samsara, gioco di bimbi
vestiti da grand'uomini
»Tra le mani aveva le chiavi
di un chimico paradiso,
le gettò tra i rifiuti,
senza neanche accorgersene.«
danza nella macchina
precostituita, predestinata,
fai la riverenza
fai la penitenza
divora, fatti divorare, muori.
...
»Conosco il suo gioco
alle fiamme le sue regole«
IL SACRO NON VI ABITA, o Azumi in niveo nitore assisa.
(Composto dal "Re" - 2001)
Grido per nulla, bramando la mia Azumi
-ma la mia ridicola ricerca la vanifica in feticcio-
Freddo e stabile verso la mia terra
-e il suo odio cresce-
Non son più figlio suo
-e striscio in zone di confine-
Tutto desidero e tutto voglio
-ma è solo un miraggio-
Annaspo tra le carcasse delle mie paure
E LEI SI ALLONTANA DA ME!
Verso e per il sacro debbo muovermi, un viaggio a Lei dedicato. MA dov'è il SACRO? Sto solo seguendo le suggestioni mie corporali; se così fosse qualcuno mi svegli. Oppure il sacro viveva in un gruppo di ragazzi amici molto e senza inganni, ricordo perduto di tempo a mio avviso perfetto. Chi rimembrarlo può, ne goda le delizie; io l'ho gettato nel mio oceano di lacrime.
Azumi, ma tu chi sei? Se in sogno m'appari, demoni subdoli celano il tuo vero volto in immagini blasfeme e m'inducono in errore. Mostrati e plasma questa massa di emozioni.
(Composto dal "Re" - 2001)
Balbettio insulso e cacofonia
La mia voce si torce
In spirali di suono
L'immaginazione è svuotata e ferita
Il trono del nobile è vacante, il paladino giace riverso
Il santuario è in rovina
Già una volta il suo sacerdote morì
Ma io, accolito allora, sacerdote ora,
Sono troppo malato per alzarmi
Il Graal è in pezzi
Neanche un latrato di cane
Che ne canti la morte
Solo le mie grida stanche
Ed avvelenate dall'odio;
Eternità termina
Nelle nebbie del dormiveglia:
Il Mondo trionfa.
(Composto dal "Re" - 2001)
Un drago si libra sulla terra di Ys, baciato dalla luce stellare. Un ragazzo, solo nell'ombra, intona una melodia, un canto di commiato un canto di inizio; una lode per l'Imperatore. Tre uomini lo scrutano silenziosi, i loro pensieri permeano l'etra.
«Costui è il bardo, il migratore.» sussurra Trym «O Ihsahn, grande nella saggezza, cosa ne pensi?»
Ihsahn replica: «Asphyx, colui che giungerà ad Ys nel giorno della fine. La leggenda prende vita.»
Lentamente il giovane si alza e parla ad alta voce: «Non vi porto rancore. Lo scopo della mia venuta è l'evangelo della ierofania di Rosiel. Voi tre, signori del tempo e dello spazio, pilastri di Ys, dovete scendere su Speculum. Il tempo scarseggia, che lo Spirito della Notte sia liberato.»
«No. Il nostro Adamo è ferito. Il grande Sauron è caduto, vittima della Grigia Padrona; Atropo, Cloto e Lachesi al cui giudizio neanche gli dei possono sottrarsi.» dice Samoth comparendo in un cerchio fatato.
«Vi sbagliate» a parlare è una voce distante «io sono sopravvissuto al FATO. Ho donato questa mia vita e non mi stancherò di combattere.»
«E potrai contare su di me, su questo corpo di acciaio oramai corroso dal sangue» aggiunge un'altra voce.
I tre dell'Imperatore rendono visibili i loro due nuovi interlocutori e si tratta di Samael, il veleno di dio, e di Fenix, lo ierofante del caos.
«Amici ora che ci siete tutti» comincia Asphyx «questo sarà il mio ultimo saluto a Sauron. Che la tua anima veleggi verso campi elisi e Eden di pace. Ci hai lasciato un paradiso d'oscurità e credo che non fu tua la scelta. Riposa in pace amico mio, addio»
Da qualche parte, in un altro mondo in un altro tempo, un giovane uomo piangeva disperando la perdita di un amico, morto anzi tempo, spirato in odio e dolore. Ma le sue parole si perdevano nel vento, nessuno riusciva ad udire il battito d'ali di una farfalla nella tempesta ottenebrante del Mondo...
(Composto dal "Re"- 2002)
Come vestale, come sacerdotessa di Diana
Rivestita di fulgido orifiamma
Regale e splendida, verginale e minuta
Apparizione lontana e perfetta
Ancor più preziosa, o madonna
O rosa bella, o perla angelicata
Celeste Azumi.
Il mio volto montano
Rischiarò il lucor tuo
Ma nuovamente toccarti io non posso.
Soffro, perché sei pura
Bramo il tuo sangue come bestia famelica
Bramo la tua acqua come pellegrino devoto
Ma il Mondo ci divide.
Ti venero, o preziosa vergine delle rocce
Spirito libero dei boschi a me cari
Potremo mai anche solo sfiorarci?
(Composto dal "Re" - 2002)
Mura crollano, ali vengono spiegate
Sogni cristallini dopo pioggia pesante.
Sarà illusione, sarà un sorriso?
Azumi non è qui, la sua terra è lontana
Voglio però credere per un secondo.
Non mi tradite!
Il signore caduto cammina ancora per questa valle di lacrime
I suoi cavalieri lo attendono
Ma potranno essere curate le nostre ferite?
Mia signora splendi nella tua candida bellezza
Il tuo tempio crollato
E' ancora difeso a costo della mia vita
La stanchezza, questa mi rimane.
Una fuggevole serenità si posa sul mio viso
Segnato dal prezzo dell'odio
Ma tu sei il desiderio
Tu sei le lacrime
Donate all'immagine della bellezza
La parola amore sarebbe troppo poco per te
O principessa lontana.
Asphyx il messaggero cinge il regale capo
Con ghirlande di crisantemi
Tuo imperiale sigillo
Azumi, benedici e proteggi il signore risorto.
Il sommo sacerdote guarda a noi con benevolenza,
La sacerdotessa, tua nemesi, si è rivelata.
Il custode, il nuovo Re, nascituro Demiurgo
Lotta per l'equilibrio:
Sono io, sostenetemi
Il fardello che porto è gravido di dolore
O miei figli adorati
Samael, Fenix, Asphyx, Harvest, Adriel e tu
Sauron
Ultimo figlio ritrovato.
Splendi sul nostro impero
O lunare mio angelo nell'etra immerso
Azumi.
(Composto dal "Re" - 2002)
Al male
che avvelena l'immaginario
-Splendi mio bene-
Ai freddi esecutori
di disegni eterni
-Risorgi e scaldami-
A chi nella pietra
ha scolpito una via
-Concedimi la Fede-
A tutti i vili
che si prostrano a Lei
-Purifica il mio crepuscolo-
O potenze secolari
mano della Padrona
destra dell'Imperatore
e flagello del Sognatore:
Udite il grido di sfida dei disperati
che maledicono la vostra tirannia.
-Benedetto sia il tuo nome, mia signora-
Il Titano vive ancora
ed il suo fuoco arde
nel cuore dionisiaco dell'Uomo,
Odisseo non vi teme!
(Composto dal "Re" - 2002)
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Prefazione del "Re"
"I frammenti di Zifnab" prendono nome dal mago folle del "Ciclo di Death Gate" di Weis & Hickman (massimo rispetto a loro). In origine doveva essere un racconto fantasy, successivamente ho avuto l'idea dei frammenti, pergamene sparse per il mondo che contengono le profezie del mago folle e risalenti al passato più remoto. E' un ciclo profetico, apocalittico per la precisione, poiché rivela e spiega il futuro. Tutto il ciclo è pervaso da un pessimismo esistenziale di fondo.
(Composto dal "Re" - 2002)
... In una tempesta di sangue
Cingendo di cenere la valle
Dimora di lacrime
Lo stregone nero fece
La sua mossa.
Maledisse il genere umano
Spergiurò contro il sole
Lo infranse calpestandolo
Evoco ogni desiderio
Per ritorcere il male contro se stesso
E per sempre burlarsi
Delle scimmie che giocano
A far la parte di Dio.
«Miserere nobis»
Cantavano i fedeli
Orride bestemmie
Proferivano i blasfemi
E uomo alcuno
Intendeva il Confine.
E l'Oltre contemplò la Terra
Con uno sguardo meccanico
Che conteneva il nulla
Nessun bambino di luce giunse
A redimere le scimmie
Poiché la mente d'un primate
Non può intender l'abissale
Natura del caos tragico
Di cui è costituito
Il multiverso.
Tutto ciò che costituiva un'ancora
Era umano, troppo umano, come disse l'illuminato
Dei senili ormai persi nei loro scacchi
Pregustavano già la delizia
Di miliardi di anime urlanti
Cibo siamo, null'altro.
«Destruttura la mia realtà, io sono il cane»
Così parlo il penitente
Ma come battito d'ali
Si perse la sua preghiera
Nel tornado cremisi
Che come coltre vellutata
Avvelenava il mondo
(O era il Mondo stesso?)
(Composto dal "Re" - 2002)
Seguimi... E ascolta ancora una volta le mie parole.
Cerca un seme di tempo, piantalo nel giardino riarso della tua vita.
Accudiscilo e fai tesoro dei frutti che ne trarrai...
Una predica?
Un consiglio?
E' possibile stabilire un contatto, o il quadrante del tuo orologio reca anche l'ora e la data della tua morte? Hai paura? Scusa, dimenticavo che NON devo nominare la morte. Ma come Francesco credo che sora nostra Morte corporale ci sia sempre compagna.
Il Golgota è ancora madido del sangue sparso, gli insetti festeggiano.
Grida confuse, grida disperate, UN grido accorato, UNA risata; alveare umano alla conquista della polis.
Apocalittica visione, riflessione dopo la rivelazione. Ebbene? Tutti tornano ad essere numeri!
Poiché è molto più facile narcotizzare la verità con l'oblio della quotidianità. Perché è più facile dimenticare e fuggire che risolvere.
Orfani Tuoi, viandanti in moto centrifugo.
Uccidi, uccidi, uccidi! Puoi farlo, tuo è il potere, tuo è il diritto.
Uccidi e vincola con catene di ferro, Adamo, sei tu il vero dio. In servitù vivranno questi animali, tua schiava devota sarà Eva, tu dominerai il Mondo...
... E io dominerò te!
E un ragazzo solo cantava: «Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le Tue creature...».
(Composto dal "Re" - 2002)
III. Reminiscenza in un'immagine
Immagini circonfuse di reminiscente luce. Il mondo che neghi, il mondo che sempre hai cullato; per un'altra volta porgi orecchio alle parole di un vegliardo canuto e accetta una parte di te.
Luce bianca nel grigio lucore, solitario paladino e giglio tra zizzania, la sua lama s'infranse per ridare speranza.
Nato alla vita per essere sacrificato, vittima di una guerra trascendentale tra gli dei. Nulla ritorna, l'inverno incede, non ha volto il Vuoto che divora. O voi tutti, elfi, umani, nani e hobbit, piangete con me l'inevitabile morte del Sacro.
Mira la disperazione mio interlocutore. Questo è il mio lascito, il gelo che divora...
(Composto dal "Re" - 2002)
Disteso su uno specchio d'acqua contemplo il mio volto, il viso di tante altre anime. Esperienze che mi hanno sfiorato, mi hanno ferito e mutato.
Strenuamente anelo ad un luogo di tenebre ove lo spirto guerrier ch'entro mi rugge trovi la naturale sua meta. Sogno luce cristallina e ninfe silvestri, vorrei entrare in questo paradiso di tenebre, nel santuario dove dannati e beati si uniscono in canto perpetuo. Ti vedo, nella tua armatura d'ebano antico, chinare il capo e baciare le labbra dell'angelo sommerso.
Il giardino dove ogni drago riposa, la purezza che cercavi; il tenue profumo che ti inebria. Anneghiamo nella scura profonda luce notturna e ascoltando il canto di Orfeo popoliamo il nostro Ade di creature strane e meravigliose.
(Composto dal "Re" - 2002)
V. Passaggio vespertino
Il giubilante grido delle masse si placò all'arrivo del Cavaliere del vespro.
Angeli e visioni evocati in un mondo occultato; il nulla incombe e divora le ceneri dei poeti. Un vecchio Bardo, una forza creatrice, decide di immergersi nell'acqua scura. E fu scontro antico, mai sedato da parole umane. Solo un canto gentile per celebrare le gesta di una Compagnia di nobil stirpe. Un madrigale per ornare d'alloro le loro imprese.
Reca il termine, recide la trama dell'uman immaginare; battezza un'epoca di cieca vita dove il coraggio è avvinto dalle spire del potere.
Il Bardo emerge e si burla del Tempo; il Cavaliere arretra, Tempo e Mondo si assopiscono.
I titani rinascono a nuova vita, gli avversari e gli eroi si danno battaglia. La realtà vacilla; il Monaco ride di gusto e sfodera il nero suo lampo. Caso e Previsione si intrecciano. Demoni e Dei si congiungono alla luce delle stelle.
Ogni potere celebra l'arconte, il Monaco chiamato Abraxas.
(Composto dal "Re" - 2002)
VI. La sfida del re
Giunse il tempo in cui Tirith divenne un tizzone ardente: caos e legge guerreggiavano nei cieli di serpentina malizia, gli dei si erano lanciati l'ultima sfida. «La mia terra brucia» disse Sauron «Speculum è perduta insieme al mio antico sogno tairitiano, i draghi del cielo hanno divorato i draghi della terra».
Khorinis, ultimo approdo per il grande re, si era rivelata parte del disegno tracciato dalle senili divinità legali; il caos con la sua instabilità aveva partorito demoni deformi. Zifnab, mago antico, ritrovata la propria saggezza dopo aver seppellito la gioia, aveva giurato di bandire per sempre la Runa. Gli ingranaggi del tempo correvano a ritroso, il Drago dell'Origine, alfiere di Belial, recava nei suoi artigli il fuoco che consuma ogni vita; il Paladino Melkus, folle zelota, cospirava contro il mondo per vincolarlo in un sogno cristallino. La Runa dormiva sul fondale dell'oceano, artefatto prediletto del Cavaliere dell'Equilibrio; il Drago dell'Origine abiurava la propria patrona per omaggiare la corte di Caino nell'eterno autunno sepolta.
L'astuto Samael soppesava quella parte del cosmo nel palmo della sua mano, lorda del sangue degli innocenti: ignari della sua presenza li avrebbe ghermiti e divorati per saziare la propria brama. Sauron, redento e fiero, alzava lo sguardo verso il cielo, con gesto di sfida invitava il Veleno Divino a rivelarsi. «Samael, pagherai per la tua folle ambizione! Sostituirti agli dei, perdere la tua umanità, di quali orrendi crimini ti sei macchiato?»
Il grande re non poteva ancora riposare, avrebbe sigillato la Runa, avrebbe ritrovato la propria corona ed il proprio regno...
(Composto dal "Re" - 2003)
VII. La vigilia
Troldskog si avviava a passi incerti dietro al suo maestro, il Drago dell'Origine. La sua povera arte non sarebbe mai servita per procurarsi la Runa, rinchiusa nei recessi delle dimensioni di Tirith. Eppure, contenuto in un corpo di orco, giaceva la mente di un esultante: l'apparente impotenza del negromante nascondeva un patto inumano, siglato da tempi immemorabili con il mago antico Zifnab. Presto l'orco avrebbe richiesto un ultimo aiuto, per poter giungere nella futura Urth e tentare un ultimo salvataggio del suo fedele chiliarca... schiavo degli autarchi del Nuovo Sole.
Il grande re, Demian, ed il sommo sapiente, il Pagano, preparavano l'Ultimo Raduno, in cui, unendo tutte le menti della Mano, avrebbero attinto all'intera energia di Khorinis e creato un'orda di pura disgregazione. Avrebbero recuperato la Runa, prima della Notte delle Comete Fiammeggianti, altrimenti sarebbero periti tutti...
L'astuto Samael soppesava quella parte del cosmo nel palmo della sua mano, lorda del sangue degli innocenti: ignari della sua presenza, li avrebbe ghermiti e divorati per saziare la sua brama? Avrebbe ceduto alle lusinghe dell'Uomo Incappucciato e del Maledetto? O si sarebbe affiancato ai Quattro seguaci di Trym?
Solo Sauron avrebbe potuto conoscere la risposta... ma si trovava esiliato, lontano dai suoi artefatti custoditi nella tenebrosa Barad-Dur, dominatrice in un epoca passata.
(Composto da Federico Matta - 2003)
VIII. Confronto
Samael aveva già in pugno la Runa, Troldskog ne era al corrente. Ma non poteva stringerla con forza, gli mancava il Segreto Originario, il sigillo posto dagli dei a lui avversi. Solo due vampyr, due facce della stessa medaglia, avrebbero potuto dissolvere l'enigma di Phos e dischiudere i petali della Runa. L'astuto cospiratore, il Veleno Celeste, attendeva come un maestoso felino le prede, ne assaporava lo scontro all'interno delle arcane invocazioni della Prima Tessitrice di Mephala. Il Drago dell'Origine e il Drago della Fine, l'alfa e l'omega si davano battaglia nel Labirinto dei Ricordi. Sauron, conscio del pericolo, invocava l'ultimo trigramma per lacerare il velo del sogno...
(Composto dal "Re" - 2003)
IX. Resurrezione e morte
Si avvicina il tempo in cui vecchi e nuovi eroi intrecceranno le proprie esistenze e le candide mani del Fato muoveranno i pezzi sulla scacchiera. Sauron nasce dai desideri, dal dolore, dalla gioia, dalle visioni di un mio vecchio amico. In principio era un cupo stregone, che portava il nome dell'oscuro Maiar luogotenente di Melkor. Successivamente l'agonia e la morte di troppi compagni lo condussero sulla strada della Redenzione. Ascoltò la propria musa interiore, volle amare e lottare per l'Umanità, divenire favilla in una notte eterna. Divenne il Duce dei Cavalieri del Ragnarok e la sua leggenda non ha smesso di vivere. La sua stella di bianco nitore e la costellazione abissale di Samael si danno battaglia da eoni.
(Composto dal "Re" - 2003)
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I. Pellegrinaggio nel deserto
Terra. Un mattino di settembre lontano, nuvole rapide scorrono sulla pelle del pianeta ed un viandante sogna un luogo che possa chiamare casa in una piana costellata da rovine. Le tre torri sono la sua meta, la ricerca della lancia che si bagnò d'una linfa immortale prosegue su una scia di vittime senza fine. Triste è il pellegrinaggio del cacciatore, ma la sua brama arde di viva fiamma e la sua mano agogna il contatto dell'artefatto. La piana solcata da grigie isole di luce morente rivela un'insidia: elfi, ostinati segugi di un Re Silvano senza volto. Il cacciatore corre come fiera braccata, i dardi come pioggia lo sfiorano in una elegante danza funesta, spalanca con forza il portone della torre, rifugio e oasi contro i ciechi assassini della foresta, riprende fiato nella penombra. Il solitario si chiede dove sia l'oggetto che desidera, barcollando dal dolore sale le scale e giunge al riparo di una cupola antica, un uomo, o ciò che ne rimane, giace crocefisso sul pavimento, trafitto dall'arma tanto sognata. Il cacciatore impugna il duro legno e rivede la patria al tempo dei padri, una lacrima silenziosa turba la calma del suo cuore. La visione prosegue, il suo spirito gentile non può portare questo calice, le ferite inflitte al suo popolo sono profonde. L'avvento del Re Silvano fu dunque la giusta nemesi per il ventre della Terra violato dall'umanità avida ed insaziabile?
Il cuore del pianeta pulsa avvelenato dal freddo ferro sottratto e forgiato in lame, "La nostra genia è colpevole" pensa il cacciatore. Ma la vita non vuole abbandonarlo, è un forte caldo richiamo che lo scuote, nelle sue mani ora v'è la lancia che trafisse l'unico uomo forse giusto e misericordioso. Un memento, un monito del passato, lo stesso errore si deve ripetere senza scampo da uno spietato ciclo di autodistruzione. Ora il cacciatore sa che dovrà ancora uccidere per sopravvivere, la sua vita dannata sarà redenzione per la sua razza.
(Composto dal "Re" - 2002)
II. Un'offerta per gli Antichi
E la lancia parlò: «O cacciatore, messaggero giunto dalla Valle dei Re, ascolta la voce del tuo sangue, libera il suo imperioso canto di guerra.
Vivi ed uccidi, godi dei frutti della furia!»
"No," pensò il cacciatore "reliquia del nostro tragico passato, non controllerai i miei pensieri."
Le antiche torri furono testimoni di una dura lotta, per ore ed ore l'uomo duellò con il demone del caos donato all'anima tenebrosa dei primi antenati dagli Antichi senza Volto. Vano tentativo di ribellione umana, lancinante dolore che strazia il cuore, l'anima del cacciatore brillò come stella purpurea e il vero volto umano rifulse nell'assolata piana desertica, luce ombrata più splendente dell'astro dorato. «Caos eravate, caos siete e sarete; miei pargoli,» disse la voce della lancia «il delitto commesso con questa mia forma materiale depone a vostro favore: inseguirete la morte, inseguirete la rinascita, finché non saremo una sola carne.» Gli uomini del Re Silvano, illuminati da una pioggia di luce foriera di morte, arretrarono disperdendosi nella piana ed il cacciatore lentamente risorse dall'abisso di violenza nel quale era sprofondato. Vide le origini dell'odio nel suo stesso cuore; come una larva in ogni figlio d'uomo un nero cancro divorava ogni pietà e quello che parve un sacrificio di redenzione non era altro che un'offerta consacrata agli Antichi senza Volto. Il cacciatore gemeva come un bambino contemplando i corpi degli elfi spezzati come rami da un vento impetuoso, non voleva quell'eccidio. Qualcosa, una scheggia di misericordia ancora intatta nella sua anima frantumata, gli impose di pregare per quelle vite distrutte senza ragione. La sua mente trovò per alcuni istanti la pace della preghiera e il suo pensiero volò al nord al di là delle pianure desertiche, all'ultimo grande santuario ancora libero dall'influenza del Cardinale. Risposte, erano tutto ciò che chiedeva. «Come fermare questo massacrò? Cosa sono questi Antichi? Da dove arrivano gli Elfi della Notte?»
Il cacciatore si alzò in piedi e, aggrappandosi ad una fede ormai bandita dal Regno, decise di cercare l'ultimo vescovo dissidente, mettendosi in cammino verso l'alta catena montuosa, sfumata dalla caligine. Nel frattempo, protetto da una tempesta di sabbia incantata, il Re Silvano in persona, circondato dai quattro custodi della melodia vitale, scrutava in silenzio l'umano. «Andiamo miei cantori, lasciamo ai nostri fratelli il compito di penetrare nel Regno e distrarre gli umani. Questo cercatore ci mostrerà la via per varcare la soglia della città che vive su ogni piano d'esistenza. Tanelorn eterna, il cuore del pianeta si fonderà con le memorie del multiverso da te custodite.»
(Composto dal "Re" - 2002)
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I. In shades of grey
Da tempo mi chiedo dove sia l'angolo dove trovare requie, il nostro piccolo santuario. Quando il fanciullino che vive in noi si ferma e chiede di essere ascoltato, tutto ciò che vorrebbe è solo un po' d'amore, una stilla di affetto, un letto di rose. Trova solo freddo, deperisce nei ghiacci eterni dell'indifferenza umana e piange lacrime amare, piange fino a non aver più voce, fino a quando anche il suo cuore non sarà adulto, ormai lapide recante cupi epitaffi memori dei gioiosi ludi puerili.
NO! Non lasciare che muoia così, non lasciarlo morire, te ne prego!
Un cielo terso incornicia quest'infanzia; voci cristalline celebrano la pietà dei cieli sull'umano seme. Ma tale è la condizione umana, condanna imperitura, croce per l'errore d'un primigenio antenato. E i fanciulli crescono, assaporano il veleno insieme al latte materno.
Gemebondo attendo la mia sentenza, ho peccato, ma desidero ancora i cieli del mio santuario.
Oscillo fra luce ed ombra, ma il sole è offuscato all'orizzonte. L'innocenza come neve si scioglie, affiorano i dubbi come stormo di neri pensieri; mille voci s'addensano, mille moniti.
E adorante attendo il tuo bacio, Azumi. Il caldo abbraccio dei tuoi petali, le tue fronde che m'accarezzano.
Ma giungerete, signori miei, ad una selva oscura, una decisione da prendere, ed i vostri occhi saranno ciechi. Brancolare nel buio per vivere nel passato... E' forse questo un santuario?
No, mia signora, la vostra icona sacra è spezzata,
il mio cuore è spezzato,
la mia fede è spezzata,
in ombre grigie io dimoro.
Settanta volte sette maledetto sia l'uomo che non sa decidere!
Azumi, dove sei? Mia non fosti per ignavia!
«Je veuil aler querir lieux tenebreux
Et se desers plaindre et gemir tous seulx...»
Luce che risplendi sulla via di Damasco, rendi la vita a questo povero Saulo di Tarso, fanne un uomo nuovo.
UCCIDIMI NEL PECCATO, RESUSCITAMI NELLA FEDE!
Una sola cosa con Te...
(Composto dal "Re" - 2003)
II.
Sulla via mi svegliai, nella luce ho camminato
Per scorgere il veleno che mi divora
Per veder ciò che amo distrutto
Ed assiter al crollo del Santuario
Spiriti, solo spiriti; fra le pietre sussurrano
Questo pellegrinaggio non ha fine
La ricerca si conclude
Quando fra le mani stringo un brandello di serenità
E si fa sera per me
Spiriti, solo spiriti; tra le rovine strisciano
Il duca mio commemora
Il più fedele dei cavalieri
La bellezza infranta
Non illumina più il popolo eletto
Spiriti, solo spiriti; con il loro canto mi ossessionano
Decadenza, tragedia, dolore
Sono gemme di vera sofferenza
Che rendono più duro il cuore
E più crudelmente lungimirante la vista
Spiriti, solo spiriti; come giullari sull'umana miseria danzano
Ma dalla mia bocca un canto nuovo fiorirà
Pochi fedeli cavalcano alla sommità del monte
Il suono dei corni ci raduna
Che la nostra bandiera garrisca al vento!
Spiriti, solo spiriti; la vostra voce nelle mie parole, la vostra speranza in me.
(Composto dal "Re" - 2003)
III.
Come vecchia madre ingiuriata dal tempo
Assisti impotente al fluire della storia
O terra dei padri
E noi, dispersi su di te
Manipolo esiliato
Da un Eden perduto
Schiere si danno battaglia
Nell'arena là fuori
Dentro si combatte vanamente
Noi, baluardo sommerso,
Indifferenti al vagito
D'innumerevoli aborti
Attendiamo la vita
La bellezza vetusta
Che uomo alcuno ci mostrò
Ora giunge
Nulla giunge
E' un sogno
Ma nel sogno colgo
La mia arca
Ricerca senza conquista
Fra le bianche ossa
Di quello che non ci appartiene
«Sunt istic hostes cruenti, cives superbi: sed video istic et mortem»
(Composto dal "Re" - 2003)
IV.
Landar - «In fuga dalle terre natie, esule mio malgrado. Verso il luogo dell'Adunata, convocherò un altro concilio. Presto nuovo fiato sarà dato ai corni, l'armata marcerà gloriosa verso la nostra Avalon.»
Il Concilio / I fedeli - «Landar, ci duole informarvi, sire, che gran parte dei nostri alleati hanno disertato. Maestà, ordini la ritirata, siamo pochi e la forza delle schiere del Mondo è soverchiante!»
Landar - «La battaglia è già persa. Le defezioni sono state la nostra rovina, il mio sogno crolla in frammenti di fronte ai miei occhi. Devo dirigermi ancor più lontano nella selva, con le poche armate fedeli che già mormorano e cospirano alle mie spalle. Il mio tempio è stato conquistato dalle armate del Mondo, ma ho portato in salvo la gemma dell'altare, reliquario dell'antica fede e mia speranza.»
La Morte / Misericordia - «Landar, dove ti rechi? Berek e i tuoi compagni son scomparsi, circondati dalle nebbie dell'indifferenza, il vecchio Custode riposa in pace e tu hai scelto di succedergli. Ti lamenti alla luce del crepuscolo e preghi dei obliati per avere una scintilla di luce. Hai tentato, stai lottando, per tenere viva la fiamma, per portare calore nel cuore di nuovi eroi; ma il Mondo è tiranno e disperde i tuoi discepoli. Nelle notti più scure, piangevi in solitudine chiamando la tua Azumi, mio piccolo elfo, ma non potevi stringere il suo corpo profumato. Ti sentivi abbandonato e anelavi ad una goccia d'amore, ma nessuno ti porgeva la mano. Ora sei ferito nel tuo spirito e continui a batterti in nome di divinità morte o forse mai esistite nel cuore degli uomini. Questi eroi hanno forse la tua fede, credono anch'essi nella tua dama? Ti tradiranno, lasceranno che il tuo cuore sia martoriato dall'afflizione di veder scomparire tutto. Chiudi gli occhi, bambino mio, desisti: abbandona questa marcia. Le mie braccia ti culleranno verso il nulla che hai sempre bramato.»
Landar - «O crudele Signora senza volto, vorrei chiederti di cancellarmi. Ma io credo ancora e la speranza della fede palpita in me. Dici il vero, i miei seguaci sono avvelenati e sono pochissimi gli amici in questa guerra. Eppure, anche se ti abbeveri alla fonte della mia vita da anni, il mio sangue non vuol smettere di scorrere. Credo ancora in Lei, e la amo al punto da bruciare me stesso con ardore anche dopo questi anni di sofferenza.»
La Morte / Misericordia - «Rassegnati allora o elfo dal triste fato. Dovrai accettare altro dolore, altre ingiure che coleranno come veleno dal ventre gonfio del Mondo.»
Landar - «Cancellare la mia esistenza, sopravvivere fra le rovine della mia terra in perpetuo assedio... L'onore è la mia vita, ma quanto fa male sapere di essere solo in questa crociata...»
(Composto dal "Re" - 2003)
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I.
La vita nasce dalla sorgente del fiume,
Piccole gocce si staccano dal padre ghiaccio,
tutte uguali, tutte conoscono il loro viaggio.
In un dolce abbraccio si uniscono fraterne,
si stringono e iniziano insieme la loro marcia.
Ognuna di loro da sola sarebbe triste, debole e impotente.
Ma tutte unite creano una forza incredibile,
il fiume che corre libero su un letto di rocce calcaree.
Il fiume limpido e puro danza sul suo letto,
cercando di spingere via le proprie rive.
Veloce va e diventa torrente,
non c'è più tempo per pensare,
non si può tornare indietro,
il torrente corre eterno urlando «sono vivo!».
Impetuoso va ciò che in principio era statico,
non si volta a guardare la sorgente,
a lui non interessano le sue origini,
si libra felice sopra il suo letto di sabbia e rocce,
attraversando boschi e paesi...
ma non c'è tempo per fermarsi e guardarsi intorno,
non c'è neanche il tempo per salutare i bambini sulle rive,
il torrente prosegue la sua corsa furioso,
impaziente di arrivare alla sua fine,
con la consapevolezza di essere nato per morire.
E dopo un lungo viaggio durato un attimo... o forse due,
il torrente giunge alla sua triste fine, diventa mare.
E qui la sua rabbia viene placata, la sua corsa fermata,
costretto a infrangersi sulle coste, non più libero di andare veloce.
E qui le gocce tornano ad essere quello che erano in principio:
impotenti, sole, deboli... non più unite per la libertà,
ma schiave di un destino che le costringe a morire in frammenti di rocce,
incatenate alla sabbia, tristi e servili.
II.
Un era è passata, un'altra è già alle porte.
Il tempo scorre senza fine, ma lento in proporzione a quanto grande.
Le montagne si ergono guardiane,
Proteggono da millenni l'evolversi della natura,
Sono sempre uguali, alte e potenti,
chi osa sfidare la loro eternità?
Niente le intacca, né la pioggia, né il sole, né il vento, né il tempo.
Le montagne sono esseri divini, create per osservarci,
per ricordarci sempre che nessuno può contrastare la superiorità della natura.
Guardiane del tempo,
Preservano la vita che intorno a loro si crea e si distrugge,
Combattono con il loro silenzio,
Esistono per dimostrare che sono superiori,
non compatiscono nessuno, né uomini, né animali,
ma abbracciano tutti con infinita bontà.
Le montagne non hanno bisogno di insegnare,
Ma la loro saggezza è paragonabile a quella di un Dio,
assorbono tutti i sentimenti, tutti gli eventi,
hanno visto imperi crearsi ed essere distrutti,
sono le fonti della vita.
III.
Questo è l'ode di uno spirito della natura.
Nessuno in particolare,
uno come tutti gli altri,
ma diverso perché unico,
ma solo perché diverso.
Esso cammina tra gli alberi e il verde,
osserva intorno a lui la complessità della natura,
ma la pur sua semplicità e infinita intelligenza.
Si ferma ad osservare un albero,
tocca la sua corteccia, barriera antica per
proteggere la verde creatura dal male,
le foglie sono le sue figlie,
il grande padre albero le nutre e il fratello vento
le fa danzare mentre il Dio sole le riscalda.
Lo spirito della natura rilassa il suo corruccio,
si siede su una roccia, che forse era lì da un milione di anni,
si accorge di quanto essa sia saggia, e ascolta quello che ha da dire.
La vecchia roccia racconta di ere in cui su di lei si posavano sempre
gli animali del bosco, a turno si sedevano e raccontavano a lei le loro storie felici.
Ora non più, gli animali la salutano solo per nascondersi, non sono più liberi.
Lo spirito piange per la sorte della libertà,
presto non potrà più ascoltare la madre terra.
Esso si alza dalle vecchie gambe della nonna del bosco e si corruccia di nuovo.
Lo spirito della natura ora si volge verso il fiume,
sorride felice e salta sui suoi piedi gioendo alla forza del suo amico.
Lo segue con lo sguardo, saltella da roccia a roccia,
cercando un punto per ascoltare l'urlo di libertà.
In una frazione di secondo accanto a lui passano miliardi di gocce d'acqua,
tutte unite per il viaggio più lungo e stupendo della loro vita.
Lo spirito le saluta tutte, augura a loro buona fortuna e si ferma ad osservare i pesci.
Nuotano travolti dall'entusiasmo del fiume,
Non parlano perché sono parte della acqua che pensa per loro.
Lo spirito risale la riva,
Segue ancora per un attimo l'amico fiume e lo saluta infine.
Contento ritorna in mezzo al bosco,
Si sdraia sull'erba profumata e pensa...
Pensa a tutto quello che la natura è,
Un segno immenso dell'amore che il mondo ci dà,
Un avvertimento ancora una volta,
Mai l'uomo potrà scacciarla dal suo posto,
e questo lo spirito lo sa.
Lo spirito sogna,
e immagina il mondo in un'altra era,
gli alberi, le rocce e la terra gli raccontano storie fantastiche,
parlano di tempi antichi,
di avventure, gioie e paure,
e a loro volta ascoltano anche la storia dello spirito,
che è nulla in confronto ai millenni,
ma insieme a tante dà vita alla storia.
Lo spirito si alza e torna ad essere quello che è sempre stato,
nulla, nessuno, uno qualunque in mezzo ad una folla di gemelli.
Ma quando ritorna alle sue origini, scopre che è sempre stato uno spirito,
uno spirito felice della natura.
(Composto da Fulvio Pascotto - 2003)
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I. La guerra delle Idee
Nell'esistenza, lunga non sappiamo ancora per quanto, siede sul trono dell'Inconscio un re. Gli occhi rivolti ai battenti della sala, immensa e fredda, che si confondono nell'orizzonte insieme alle alte colonne, di legno, carta o marmo, della nostra personalità. La spada al suo fianco, specchio di battaglie vinte e perse, compagna fedele e muta, riposa. Fuori il popolo della Ragione danza, vive, soffre, spera. Gusta il pane quotidiano, coglie i piaceri, esalta i sensi, sente sulla pelle il calore del sole, la luce della luna.
La battaglia si appresta. La Ragione ignora, l'Inconscio sa. Sa che presto la musica si arresterà, il legno dei liuti brucerà nel fuoco dell'assedio, i fiori volanti ghermiranno le tombe degli eroi. Il re tace, felice per quegli attimi di gioia che altri stanno vivendo, triste per quelli di paura che già lo possiedono, ansioso affinché nel turbine che avvolgerà la sua Ragione, il suo Inconscio possa prendere una celere e quanto più giusta decisione.
L'Imprevisto marcia a tappe forzate verso i luoghi dove la Ragione risiede e l'Inconscio ha appena intuito il prossimo futuro. Trema il suolo sotto di lui, ma da dove apparirà la Lungimiranza non lo può dire. Dentro la corte il re sussulta, mosso da un brivido. La sua spada ora trema, la paura di essere spezzata in battaglia insieme al furore bellico che distrugge il metallo, piega le corazze, abbatte l'Imprevisto. Tutto questo in potenza, ma in atto solo se saggia sarà la mano del sovrano che guiderà il fendente, nel momento giusto, nel giusto punto debole ancora ignoto. Ora il terrore si disegna sui volti non più in festa: il gusto della vita fino a quel momento ritenuta scontata, il timore per la sua perdita, riappaiono nei meandri della Ragione, spaventata, che dimentica ora le canzoni e ricorda i forzieri colmi di lance e balestre, fautori della sinistra musica della morte. Il re esita, poi la mano scivola sul metallo freddo, lo spirito pronto, l'espressione impassibile di colui che all'Errore non può permettere alcun sacrificio. Là fuori la Ragione attende quel primo comando e la sicurezza negli occhi del suo sovrano. Là dentro il re chiude gli occhi, osserva l'Inconscio, prima di gridare, prima che si urli di coraggio, di dolore. Lassù, il Destino, solleva un sopracciglio, e sorride.
Le porte della Mente cedono sotto i colpi pesanti dell'Imprevisto, la Ragione trema, il Re, confuso dentro e risoluto fuori, ascolta l'Inconscio, cerca di tener salda la Ragione ed urla «Guerra! Cittadini della Ragione, sia guerra all'Imprevisto! Non lasciate che entri nelle vostre case, non lasciate che si impossessi della vostra vita!». Sa il Re di essere nel giusto, ma nella sua mano levata al cielo la spada è ancora fredda. La Logica allora si arma delle sue più fruttifere strategie, la Temperanza l'aiuta tramando attacchi e ritirate, l'Acume lancia le sue frecce mirate, ma l'ago della bilancia non sembra pendere da alcuna parte. E' battaglia ora sul campo e più ancora nel cuore e nella mente. La Paura entra, veemente, armata e urlante, e per un attimo la Ragione tace. Ecco la Paura di agire e di perdere quel che si ha: la Libertà, verso una nera Schiavitù; sé stessa, la Ragione, verso una Follia cieca; la Vita, verso il riposo inquietante della Morte. La Paura entra, prepotente e mostruosa, ma non sa da che parte stare: immobile in mezzo al sangue grida, paralizzata, e un fendente, chissà di quale parte, la uccide. Passata la Paura, il Re dell'Inconscio vede guizzare a poca distanza una freccia, scoccata dagli arcieri dell'Imprevisto. Ecco l'errore che il nemico spesso compie, e del quale un Re deve saper approfittare. La freccia dell'Intuizione, inaspettata, si pianta alle spalle del sovrano. Egli la raccoglie, e d'improvviso comprende. La spada che egli ha in mano, dapprima fredda nel tempio della Ragione, si scalda alla luce del sole e muta, dapprima in una perla, piccola come un semplice concetto, poi una sfera di fuoco, grande come un'idea, e infine si divide e forma tre enormi creature, tre draghi impressionanti e fieri. L'uno immenso, inconcepibilmente grande per la Ragione, impressiona entrambi i contendenti, ma si scaglia senza alcun dubbio sull'Imprevisto. L'altro veloce e forte, seguito da alcuni cittadini ora ritrovati nell'orgoglio, penetra nelle file nemiche, le sbaraglia, le annienta. Il terzo, grande, lento ma risoluto, guida tutte le forze della Ragione insieme al Re. L'Imprevisto è battuto, la Guerra è vinta. I tre draghi, Imagination, Courage e Perseverance, riposano di nuovo nella spada che è in ognuno di noi.
Il campo è distrutto, le mura della Ragione in polvere. Ma la battaglia è vinta. Vero è che un altro Imprevisto sarebbe letale. Vero è che dopo la vittoria la Ragione gioisce, esulta, ma le mura non sono ancora state ricostruite e un velo offusca le menti, il timore che la Paura possa tornare in tutta la sua orrida rapidità. La Saggezza si aggira tra i feriti e gli illesi e suggerisce di trovare dentro di sé la breve gioia per aver vinto: "O servo della Ragione, alza gli occhi al cielo, una volta grigio per il fumo grigio della macchina della morte ed ora azzurro, reggiti sulle tue gambe stanche e accendi un fuoco, poiché questa notte rischieremo e faremo festa!". La Lungimiranza approva e sale le lunghe scale della Concentrazione, giungendo dal suo Re: «La Saggezza è tra noi, Sire, ed io credo che per una notte tutti dovrebbero pensare a ciò che di bello si cela dietro il sangue versato per la vittoria: la libertà. Propongo di indire banchetto, si vuotino gli otri dei vini, si mandino i cacciatori nella foresta per dare alla Ragione in dolce sapore della Soddisfazione». Il Re tace. La spada riposa al suo fianco, così come prima del confronto. Egli dubita, ma acconsente: «Sia scritto e fatto così come tu consigli, Lungimiranza. Il futuro è appannaggio tuo. Se c'è un giorno in cui l'Imprevisto non deve mostrarsi, questo è domani».
(Composto da Luca Brayda - 2004)
Parole, pensieri, emozioni... in lontananza
hitohi hitoyo ni tsuki wa terazutomo
kanashimi ni nuetori naku
a ga kaeri misuredo
hana wa chirinubeshi
nagusamuru kokoro wa
kenuru ga gotoku
aratayo ni kamutsudoite
yo wa ake
nuetori naku
saku hana wa
kami ni koinomu
ikeru yo ni
a ga mi kanashimo
ime wa kenu
uramite chiru
(Composed by Kenji Kawaii - 2004)
La ballata delle marionette - I fiori appassiscono e cadono
Oltre il giorno e la notte, la luna non sorge,
Nello sconforto, Nue stornellerà.
Allorché guarderò indietro,
I fiori volteggeranno via.
Il cuore della consolazione essendo appassito.
In un nuovo mondo, gli Dei caleranno,
L'alba irromperà e Nue stornellerà.
I fiori in bocciolo pregheranno gli Dei,
Gemendo sulla loro essenza in questo mondo di vita,
Essendo i loro sogni svaniti,
I fiori appassiscono e cadono.
(Tradotto liberamente da Federico Matta - 2007)
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kugutsuuta aratayo ni kamutsudo hite
kagiroi wa
yomi ni matamuto
kagiroi wa
yomi ni matamuto
saku hana wa
kami ni koinomu
ikeru yo ni
a ga mi kanashimo
ime wa kenu
uramite chiru
uramite chiru
momoyo no kanashiki
tokoyami ni
kaiko no komuyo wo
sumekami ni nomu
(Composed by Kenji Kawaii - 2004)
La ballata delle marionette - In un nuovo mondo, gli Dei caleranno
Nello sconforto, Nue stornellerà.
Allorché guarderò indietro,
I fiori volteggeranno via.
Il cuore della consolazione essendo appassito.
In un nuovo mondo, gli Dei caleranno,
L'alba irromperà e Nue stornellerà.
I fiori in bocciolo pregheranno gli Dei,
Gemendo sulla loro essenza in questo mondo di vita,
Essendo i loro sogni svaniti.
Gemendo sulla loro essenza in questo mondo di vita,
Essendo i loro sogni svaniti,
I fiori appassiscono e cadono.
(Tradotto liberamente da Federico Matta - 2007)
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kugutsuuta kagirohi wa yomi ni mata muto
kanashimi ni nuetori naku
a ga kaheri misuredo
hana wa chirinubeshi
nagusamuru kokoro wa
kenuru ga gotoku
aratayo ni kamutsudoite
yo wa ake
nuetori naku
saku hana wa
kami ni koinomu
ikeru yo ni
a ga mi kanashimo
ime wa kenu
ikeru yo ni
a ga mi kanashimo
ime wa kenu
uramite chiru
(Composed by Kenji Kawaii - 2004)
La ballata delle marionette - L'anima attende nell'aldilà
L'anima attende nell'aldilà.
L'anima attende nell'aldilà.
I fiori in bocciolo pregheranno gli Dei,
Gemendo sulla loro essenza in questo mondo di vita,
Essendo i loro sogni svaniti.
I fiori appassiscono e cadono.
I fiori appassiscono e cadono.
Nella perpetua tenebra del supplizio,
In involucri esanimi, pregando gli Dei per la reincarnazione.
(Tradotto liberamente da Federico Matta - 2007)
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O Spingu,
sia nella terra dei cachi
a vagheggiare fanciulle in fiore,
sia contro la tua nemesi Poussin,
tra una scivolata e l'altra,
noi ti prendiamo ad esempio di virtù e gaudio.
Viviamo nell'epoca del crepuscolo:
sempre più limone e piselloni nel nostro avvenire.
(Composto da Federico Matta - 2007)
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Ancora in fuga, Geralt?
O forse sei alla ricerca di un tuo Graal?
Ricordi Landar sulla via per Damasco?
Più volte ti ho visto combattere
Una battaglia disperata.
Lotti contro fantasmi, vecchio vagabondo
Sei solo con il tuo onore.
Vorresti viaggiare verso levante,
Ma il tuo cammino ti ha portato nel cuore dell'Impero.
Volti distorti, anime esagitate...
Dov'è l'Uomo, Geralt?
Rimembri le mie parole, amico mio?
(Composto dal "Re" - 2008)
Translation
Still on the run, Geralt?
Or perhaps you are looking for your Grail?
Do you remember Landar on the road to Damascus?
I saw you fighting several times
A desperate battle.
Old vagabond, you struggle against ghosts
You are alone with your honour.
You would like to travel to Levante,
Though your journey has brought you in the heart of the Empire.
Distorted faces, troubled souls...
Where's the Man, Geralt?
Can you recall my words, my friend?
(Translated by Federico Matta - 2008)
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La strada per Damasco è ormai lontana: hai ripreso in mano le tue armi, sei determinato a combattere questa battaglia.
Hai accettato il tuo fato, la tua missione, questa tragica lotta impari.
Il dolore è così forte da non essere quasi sopportabile, le tenebre così cupe da soffocarti; la luce che invochi l'unica tua forza.
Caduto, rinato ed asceso: mostri in forma umana bramano la tua vita.
Ramza, ho preso una decisione.
(Composto dal "Re" - 2008)
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In fase di pianificazione.
Mi riprometto di ordinare la mia esistenza,
quanto mai in balia di sussulti entropici.
Sto ancora cercando di capire
ciò che ho sentito giorni fa.
Un mondo nuovo,
il vecchio.
Che il senso sia
nell' "essere".
Pioggia
scroscia
In tanta acqua
che sete.
Un giorno nuovo
tra poco, ed io
mi accascio
perché così è.
Agognando la vita
ruvido torpore
di fiume
di cose
mai fatte.
(Composto da "Eddie" - 2010)
I. Prologo - (Oltre)
Dieci anni o più sono trascorsi; lo stimolo creativo è presente, trasformato e non svanito. Altri cicli, altri flussi nascono in una composizione corale... Parleremo attraverso un caleidoscopio di emozioni, liberamente e lasciando scorrere i nostri pensieri. Del nostro immaginario e non solo; del vissuto senza il quale non vi è insegnamento, pur nelle tempeste a questo legato. Dopo crolli e altrettante ricostruzioni, le parole avranno una nuova misura, un nuovo valore.
(Composto dal "Re" - 2010)
II. Decadi
Dieci... trenta... cinquanta... tre decadi di progresso per taluni, di regressione per tutti.
Decadi di pensieri, parole, emozioni, di grandi cicli e gloriose trilogie; decadi di passioni ardenti, pene strazianti, amicizie sincere e comunioni di intenti. Lo sguardo contempla il turbinio delle esistenze, la memoria ne serba qualche traccia, e l'immaginario le resuscita trasfigurandole e fissandole in inni sempiterni.
All'alba delle nuove decadi l'incedere si fa più impervio: il fluire del tempo, le distrazioni del mondo e la futilità della quotidianità ottenebrano le menti, e suggono la preziosa linfa vitale. Eppure, per taluni lo spirito è saldo, il desiderio scintillante, e l'ispirazione fervida: bruciare con forza ancora ed ancora, per contemplare i fuochi di Midhgardh, per calcare le spiagge di Valinor, oltre il tempo e lo spazio.
(Composto da Federico Matta - 2010)
(continua)
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I. L'età oscura
A. Prologo
Il mondo di Sosasia versava in grande decadenza e malessere. Da decenni il Mondano, folle mago possente e manipolatore, penetrava nelle esistenze degli abitanti, fiaccandone gli spiriti, ottenebrandone le menti, e suggendo loro ogni stimolo vitale. Pertanto, poco alla volta la popolazione di Sosasia veniva privata della propria "humanitas", trasformandosi in un'accozzaglia di bipedi ignavi e di involucri senza coscienza.
I signori dei feudi più importanti oramai disperavano di riuscire ad eliminare il Mondano. Da molto tempo gli stavano dando la caccia, senza risultato, ed il desiderio stesso di sconfiggerlo stava scemando, dissolto nell'indolenza come tutto. Nessuno sembrava in grado di localizzare il laboratorio del mago, la sua ubicazione era da sempre ignota. Invero, il suo potere risultava troppo debole e subdolo per essere rilevato nel flusso magico, eppure sufficientemente logorante e duraturo da squassare il mondo. Si presume che alcuni valorosi eroi perirono per sua mano, spariti nel nulla senza lasciare alcuna traccia.
Da quanto tempo il Mondano vessava tali lande? come sfuggire alla morte spirituale?
(continua)
(Composto da Federico Matta - 2010)
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I. Revamp of the Lemon Sages
-Pubblico proclama-
La voglia di aforismi al Limone imperversava: più grandi, migliori e senza tagli, ciapa lì e purta a ca!
-La deduzione-
Quindi, si può supporre e ne consegue che oggi il capitano ci ha insegnato... il pesce!!! Ne esistono due tipi: con e senza limoneeeeeeeeeeeeeey! (E niente zinco-citrato, vedrai che ti piace) Tale consapevolezza spinse l'allegra ciurma ad entrare dunque in un locale nel quale era facoltà della direzione riservarsi il diritto di chiedere se sussistessero problemi a mangiare il gelato.
Tiger, tiger, tiger (ad lib)
-La rinascita-
Con questo misterioso mantra avveniva la rinascita del Limone, "gelammon", nella città martucciana di NeoTorino666: zero «tempo di perdere», va a mangè el savun, ma soprattutto «lo stai uscendo?». La domanda del misterioso Mister T era ormai l'ossessione della popolazione della WP Land, orfana del verbo pagano e ducale, garante dell'uscirlo: era noto come fosse trascorsa la minaccia del Polimarfismo e dilagasse la Mania delle Piccirille. Sulla bocca di tutti infatti vi erano le toste avventure al limite della fantascienza dei nostri due eroi su e giù nei luoghi più improbabili alla ricerca spasmodica dei tuberi magici, con la benedizione di Pisellone dal Fallo d'Oro (ma non Pisellone e basta, neh!?). Il loro antagonista temibile si stagliava all'orizzonte, alleato di grande potere del Nuovo Triumvirato... Conte Massimo sei giusto, salvaci tu! (anche questo ad lib)
(Composto dal "Re" - 2010)
II. Transition
-Il prologo-
Gli ignari abitanti di NeoTorino666, feudo martucciano dalla dipartita del Conte Massimo, si sollazzavano in vagheggiamenti di eroiche e lussuriose avventure con picciridde, veline, e transessuali di ogni sorta. Parole come "limone" e "polimarfismo" erano da tempo scomparse da giornali, telegiornali e discorsi da bettola. Eppure, una nuova pandemia limonica era cominciata, e stava mietendo vittime nell'ombra.
-Il consesso-
Un ridotto gruppo di compagni si sta riunendo al Pub delle Pompate, luogo tanto leggendario quanto deserto, e l'atmosfera è riscaldata da una vecchia gloria degli Iron Maiden: The Number Of The Beast. Alcuni sono presenti fisicamente, altri olograficamente, ma nell'assemblea si riscontrano anche assenze importanti.
Tra una birra e l'altra, pare che la discussione verta sulle piaghe italiche.
*Conte Massimo (ologramma violaceo circonfuso di nero e di metallo): «Recenti ricerche suggeriscono che i comportamenti sessuali degli uomini siano simili a quelli dei leoni. Sono certo che nella dominanza si troverà il fondamento dei mali nostrani.»
*Joe Turner: «Che la "WP damnation" sia un sotterfugio per la supremazia assoluta? Attenzione!!!»
Dopo una pausa silenziosa, inizia una nuova canzone... il famoso Richiamo della Passera, preghiera ed invocazione alle fanciulle libertine. La discussione riprende quindi con rinnovato vigore.
*PEdo: «Cromosoma Y, DNA mitocondriale... che argomenti speciosi; l'unico elemento importante è il diciotto-venti!»
Joe Turner: «Ben detto... solo picciridde! Per la legge dei Punti Creazione del Personaggio, valori epici di carisma producono teste vuote... ma che importa? Non è necessario essere maghe per padroneggiare certe arti occulte.»
Mentre i presenti riflettono su queste annose questioni, il richiamo si sparge nell'etere... ed ecco apparire un nuovo ologramma, con la voce simile al Berlusca.
*Duke di Superga: «Lasciate da parte tali cogitazioni... pescate in provincia, figa! Fate un salto a Pirino... oppure diventate un servizievole giocattolino! Eh... speeemmme Gioe. Se proprio siete disperati, andate in Olanda: là fumano più dei camini!»
*The Big One: «Eh, il Duca ha ragione. Guardate ragazzi, l'unico modo per sfuggire al triumvirato instaurato da Martucci per fiaccare il vigore dei più valenti, è... pompare altrove! Badate bene, le terre del Nord sono già state colonizzate... ma le distese d'Oriente sono terra vergine.»
*Coro: «Parole di grande saggezza, ooki no hito: pompare incondizionatamente ed incommensurabilmente... e rifuggire l'antagonista e la sua genia!»
-La visione-
Frattanto un grande omone, alto all'incirca due metri e mezzo (tale Pisellone, soprannominato anche megapacco, e grande frequentatore del Parco Europa), continuava la sua essenziale ma infruttuosa ricerca del leggendario Fallo d'Oro con il suo equipaggio di limonauti. Nessuno sapeva di cosa di trattasse, né dove si trovasse... eppure Pisellone era certo che fosse un elemento essenziale per la palingenesi del mondo.
(Composto da Federico Matta - 2010)
III. Fate Speaks
-Antefatto-
Una giornata d'estate, nell'abisso italico profondo. Ai due virgulti del POMP, in una dura missione per conto della Mano di Trym esuli in terre sotto il controllo totale di Pisellone, giunse un inatteso messaggio. «Missione compiuta. Obiettivo colpito e affondato!»
Nel momento topico e risolutivo il fanciullo biondo, colto da soverchiante timore, urlò un potente scongiuro correndo come un ossesso: «San Roooccooow!»
Il dado era stato tratto, ma i due piccirillomani non potevano sapere di cosa si trattasse...
-Mesi dopo, verso Oriente-
Sua Enormità, che non soffre di problemi nel cibarsi di gelato, solcando i sette mari, approdava così nelle terre ove si leva il sole.
In una esplosione di luce accecante, coronata da cerchi di kanji fiammeggianti, si manifestò di fronte al Custode ottenendo sempiterno rispetto e la mano dell'amata; il suo coefficiente POMP era tale da causare una fioritura dei ciliegi fuori stagione.
Mentre le genti d'Oriente ringraziavano la dea del sole per tanto POMP una sola parola sulle sue labbra, accanto all'amata e di fronte ai petali che cadevano: «Sugoi!»
-Svezia, di fronte al pozzo della visione-
Il Pagano, assiso sul trono di Odinh, contemplava il tempo nel suo scorrere attraverso lo specchio d'acqua: molti i futuri che si prospettavano davanti ai suoi occhi. Il suo cuore era immoto, tale era la forza della Profezia donatagli da Trym. Ad un certo punto un unico petalo di ciliegio si posò sulla superficie del gelido lago, causando increspature: una nuova linea nel Destino tracciato della Norne inviate da Trym, bastione speculare alle Streghe.
La divinità si alzò in tutta la sua titanica altezza, causando scompiglio e stupore fra le sue prodi valchirie.
Anche in questo caso, semplici parole. «Det är guld fallos!» (E' il Fallo d'Oro!)
-NeoTorino666, tempeste e rivelazioni-
In un ufficio ben organizzato un giovane uomo, serio e professionale, stava conducendo un complesso lavoro contabile: grande senso del dovere eppure coglieva quanto non fosse la sua vera Via... All'improvviso, un segno nei Cieli, un bagliore rosato verso Levante; le parole pronunciate nel Nord risuonano nella mente dell'uomo.
Gridando fa a pezzi la sua scrivania, tutto l'ufficio ed il palazzo, restando nudo come una statua greca e rivelando l'artefatto inconsciamente custodito.
Sua Maestà Oscura martucciana, dall'alto del palazzo di NeoTokyo finito a NeoTorino, osserva la scena. «Come? Chi osa infrangere il Disegno di Nostra Signora Logiche Italiane della Sistemazione, di cui io son avatar per questa area? Che cooooooosa? Il Fallo d'Oro si è manifestato!? Impossibile!!!»
(Composto dal "Re" - 2010)
(continua)
[HEADING3]
[TESTO]
(Composto da [AUTORE] - [ANNO])
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[HEADING3]
[TESTO]
(Composto da [AUTORE] - [ANNO])